Nespoli aperto solo agli speaker
di Paolo Ardovino
Nello stadio dell’Olbia risuonano i motivi più amati. Le giornate dei giocatori, da Gozzi a Van der Want
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OLBIA. È lontana quasi un mese l’ultima partita dell’Olbia. Ieri le porte del Nespoli si sono aperte solo per speaker e addetti ai lavori, che in streaming hanno mandato in onda la consueta lettura della formazione bianca e le canzoni che sono solite accompagnare l’ingresso in campo dei giocatori. Un tentativo per regalare pochi minuti di normale domenica sportiva ai tifosi bianchi. Ma il rettangolo di gioco rimane vuoto. Gli allenamenti non riprenderanno oggi come da calendario, la società gallurese sta valutando quando stabilire il rientro in campo. Intanto, i giocatori seguono i programmi individuali del preparatore atletico Andrea Paniziutti. «Procede tutto bene – fa sapere Simone Gozzi – anche se mi pesa e non poco la lontananza da mia moglie e dai miei tre figli». Mentre il difensore centrale è rimasto a Olbia, la famiglia è in Emilia. «Avrei voluto stare vicino a loro per poter affrontare insieme questa difficile situazione. Facciamo però tutti i giorni delle videochiamate e la cosa importante è che stiamo tutti bene. Le giornate sono un po' monotone. Mi alzo, faccio due passi nel cortile di casa, nel pomeriggio guardo un po' di tv e poi mi metto al lavoro seguendo il programma di esercizi che ci ha dato lo staff. È importante che osserviamo attentamente le prescrizioni dateci perché ne va della salute di tutti. Più scrupolosi saremo, prima ne usciremo».
Le storie di (nuova) vita quotidiana si intrecciano tra loro. Nicholas Penningotn ha più tempo per l’università: «Sì, ne sto approfittando per concentrarmi un po' di più sullo studio e qualche videochiamata con gli amici di Cagliari mi fa compagnia. La mattina studio fino al pranzo. Poi guardo un po' di tv e gioco un po' alla Play a Fortnite, anche se sono il più scarso del gruppo. A metà pomeriggio passo al workout assegnatomi: squat, elastico, plank, tutto quello che serve per tenermi in forma». Anche Roberto Ogunseye ha dovuto sospendere per un po’ la caccia al gol. «Sto bene, nei prossimi giorni inizierò a vedere “Vis à Vis”, una serie tv di cui mi hanno parlato molto bene – dice, anche lui a Olbia come gli altri –. Mi tengo in contatto con compagni e amici e faccio un po' di corsa nel giardino di casa, seguendo il piano dello staff. Quello che stiamo facendo è un piccolo sacrificio che serve a tutti per poter riprendere presto la vita di prima. La voglia di tornare è tantissima».
«Le giornate le trascorro principalmente con i bambini – risponde invece Marteen Van der Want –. Li aiuto a fare i compiti, giochiamo a pallone in casa, guardiamo la tv, un po' di nascondino, Monopoli, play-station. Tutto quello che può servire per svagarci e per tenerci impegnati – racconta il portiere –. Compresi i fornelli, dove cucino la carne per tutti. Cerco di tenermi informato sulla situazione seguendo il tg italiano e quello olandese e, nell'attesa di tornare a giocare, mi tengo in forma con un po' di esercizi». Infine, Luca La Rosa: «Le giornate sono lunghe ma ne approfitto per stare vicino alle mie due bambine, che normalmente riesco a vedere poco. Io mi tengo in forma come posso, un po' di pesi e qualche scatto in giardino».
Le storie di (nuova) vita quotidiana si intrecciano tra loro. Nicholas Penningotn ha più tempo per l’università: «Sì, ne sto approfittando per concentrarmi un po' di più sullo studio e qualche videochiamata con gli amici di Cagliari mi fa compagnia. La mattina studio fino al pranzo. Poi guardo un po' di tv e gioco un po' alla Play a Fortnite, anche se sono il più scarso del gruppo. A metà pomeriggio passo al workout assegnatomi: squat, elastico, plank, tutto quello che serve per tenermi in forma». Anche Roberto Ogunseye ha dovuto sospendere per un po’ la caccia al gol. «Sto bene, nei prossimi giorni inizierò a vedere “Vis à Vis”, una serie tv di cui mi hanno parlato molto bene – dice, anche lui a Olbia come gli altri –. Mi tengo in contatto con compagni e amici e faccio un po' di corsa nel giardino di casa, seguendo il piano dello staff. Quello che stiamo facendo è un piccolo sacrificio che serve a tutti per poter riprendere presto la vita di prima. La voglia di tornare è tantissima».
«Le giornate le trascorro principalmente con i bambini – risponde invece Marteen Van der Want –. Li aiuto a fare i compiti, giochiamo a pallone in casa, guardiamo la tv, un po' di nascondino, Monopoli, play-station. Tutto quello che può servire per svagarci e per tenerci impegnati – racconta il portiere –. Compresi i fornelli, dove cucino la carne per tutti. Cerco di tenermi informato sulla situazione seguendo il tg italiano e quello olandese e, nell'attesa di tornare a giocare, mi tengo in forma con un po' di esercizi». Infine, Luca La Rosa: «Le giornate sono lunghe ma ne approfitto per stare vicino alle mie due bambine, che normalmente riesco a vedere poco. Io mi tengo in forma come posso, un po' di pesi e qualche scatto in giardino».
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