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«Lo spogliatoio vive nelle videochat»

di Sandra Usai
«Lo spogliatoio vive nelle videochat»

Daniele Bianchi, centrocampista del Latte Dolce: «Ci alleniamo a casa individualmente, poi al telefono parliamo di tutto»

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SASSARI. C’era una volta il campionato di serie D e una squadra che stava vivendo una favola (l’eploit sul campo della capolista Turris, squadra ancora imbattuta) e si preparava a un rush finale in odore di playoff. Poi lo stop, inatteso, surreale e purtroppo duraturo. Per il Latte Dolce e per tutto il pianeta. Così la favola si è tramutata in incubo e ora si aspetta solo un lieto fine.

«Cerco di vivere la situazione più serenamente possibile, scaricando la tensione con l’allenamento». A parlare è Daniele Bianchi, esperto centrocampista biancoceleste classe 1988 che ha programmato le sue giornate domestiche (condivise con la moglie Sonia) con puntigliosità, per creare una nuova routine.

«Abbiamo un programma base di lavoro atletico da seguire, ho attrezzato uno spazio nella sala e al mattino presto ho il mio momento sportivo. Nel pomeriggio assecondo la mia passione, che resta il calcio, studiando video e tenendomi aggiornamento. Con i compagni – aggiunge Bianchi – ci sentiamo ogni giorno, restiamo in contatto con videochiamate in cui agli argomenti tecnici ormai sovrapponiamo quelli di carattere personale, ci informiamo gli uni sugli altri, insomma resistiamo».

In mancanza di cagnetti da portar fuori Daniele confessa, tra il serio e il faceto, di vivere l’impegno di portare giù la spazzatura come un prezioso momento di libertà quotidiana. In un periodo così particolare si riscoprono le piccole cose e anche un’intervista di questi tempi «è uno sprazzo di normalità che fa piacere, bisogna tenere alto l’umore aspettando il momento in cui si potrà riaccendere la socialità».

Per chi è cresciuto a pane e pallone l’astinenza da campo sta diventando sempre più forte e anche se è difficile ostentare ottimismo Bianchi ci prova: «Il futuro della stagione? Sarà difficile riprendere a giocare ma io ci spero, anzi lo sogno pure di notte, perché i verdetti deve darli il campo e mi auguro davvero che si riesca a disputare le ultime otto partite in calendario. Il Latte Dolce era in un buon momento, avevamo conquistato una vittoria che ci poteva dare una grande forza mentale per la volata finale, le condizioni per far bene c’erano tutte. Purtroppo è successo l’inimmaginabile, ora aspettiamo che il peggio finisca per poter ricominciare».

Anche per il giovane attaccante Nino Pinna, al suo primo anno in serie D, «non è facile stare a casa, ma in questo momento c’è chi soffre e chi è impegnato in prima linea per contrastare il virus e allora io che sto tranquillo in famiglia mi reputo fortunato. Ma al calcio ci penso, eccome, e mi alleno ogni giorno. Anche se mi manca il contatto col pallone, il confronto col mister e con i compagni, mi mancano le emozioni che solo la domenica in campo può dare».

Il futuro comunque resta incerto e, almeno a breve termine, non si potrà certamente parlare di tornare in campo. «Spero che si possa tornare a giocare presto, anche se adesso non è la priorità. Questo - conclude il giovane giocatore del Latte Dolce – è il momento della responsabilità, per preservare la nostra salute».



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