Promozione
Masia, mister dell’Idolo «Comunque vada siamo soddisfatti»
ARZANA. Anche l'Ogliastra è ferma ai box. Il coronavirus non risparmia nemmeno questo angolo incantevole di Sardegna e il calcio non fa eccezione. La squadra locale, l'Idolo, allo stato attuale...
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ARZANA. Anche l'Ogliastra è ferma ai box. Il coronavirus non risparmia nemmeno questo angolo incantevole di Sardegna e il calcio non fa eccezione. La squadra locale, l'Idolo, allo stato attuale comanda il girone A di Promozione con otto lunghezze di vantaggio sulla seconda della classe Sant'Elena. Mario Masia, giovane tecnico della compagine rivelazione dell'anno, guarda al futuro con estrema incertezza. «Sinceramente non so come andrà a finire la stagione in corso. A livello personale, ritengo che non abbia molto senso riprendere. Mancano tante partite alla fine e non ci sarebbe nemmeno il tempo materiale per giocarle tutte. Ad ogni modo, noi ci adegueremo alle decisioni che vengono prese dall'alto». Una chiusura anticipata delle ostilità aprirebbe le porte dell'Eccellenza all'Idolo. «Questa è soltanto una delle tante ipotesi plausibili. Preferiremo conquistare la promozione sul campo, è ovvio, ma è altrettanto vero che in caso di conquista del titolo a tavolino potremmo essere fieri ugualmente del nostro percorso: il cospicuo vantaggio rispetto alla concorrenza dimostra i valori espressi per tre quarti della stagione».
L'Idolo in queste settimane si è chiaramente adeguato allo stop dell'attività agonistica, anche delle sedute di allenamento. «Abbiamo fornito un programmino individuale a ogni giocatore. I ragazzi si stanno allenando nei limiti del possibile, ciascuno per conto suo. I nostri stranieri, due argentini e tre ghanesi, non hanno raggiunto le proprie famiglie e sono rimasti in Sardegna e attendono che termini questo periodo. Molte altre squadre, al contrario, hanno preferito svincolare i giocatori stranieri. Le spese sono troppe. Anche gli sponsor penso che non stiano più corrispondendo quanto pattuito ad inizio stagione. La crisi ha colpito tutti». Masia scruta l'orizzonte in attesa di intravvedere cosa riserverà il futuro sportivo e non. «Come a ciascuno di noi, mi manca il campo ed il calcio giocato. Come gran parte dei miei ragazzi, che nella vita di tutti i giorni studiano e lavorano, sono stato costretto a fermarmi anche io. Sono occupato nell'edilizia e i lavori che stavamo eseguendo su un albergo a Villasimius devono attendere. Speriamo per poco»
Matteo Cabras
L'Idolo in queste settimane si è chiaramente adeguato allo stop dell'attività agonistica, anche delle sedute di allenamento. «Abbiamo fornito un programmino individuale a ogni giocatore. I ragazzi si stanno allenando nei limiti del possibile, ciascuno per conto suo. I nostri stranieri, due argentini e tre ghanesi, non hanno raggiunto le proprie famiglie e sono rimasti in Sardegna e attendono che termini questo periodo. Molte altre squadre, al contrario, hanno preferito svincolare i giocatori stranieri. Le spese sono troppe. Anche gli sponsor penso che non stiano più corrispondendo quanto pattuito ad inizio stagione. La crisi ha colpito tutti». Masia scruta l'orizzonte in attesa di intravvedere cosa riserverà il futuro sportivo e non. «Come a ciascuno di noi, mi manca il campo ed il calcio giocato. Come gran parte dei miei ragazzi, che nella vita di tutti i giorni studiano e lavorano, sono stato costretto a fermarmi anche io. Sono occupato nell'edilizia e i lavori che stavamo eseguendo su un albergo a Villasimius devono attendere. Speriamo per poco»
Matteo Cabras
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