Seicento euro per gli operatori sportivi
Da oggi è possibile accedere al bonus del governo ma il sindacato Fnos Ugl non ci sta: «Troppo poco, troppi gli esclusi»
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CAGLIARI. Un bonus di 600 euro ai collaboratori delle società sportive: è stato emanato il decreto con cui il ministero dell'Economia e delle Finanze, di concerto con quello dello dello Sport e delle Politiche Giovanili, definisce le modalità di presentazione delle domande per accedere al contributo, risolvendo così la maggior parte dei dubbi interpretativi emersi. Le domande potranno essere presentate da oggi alle 14 sul sito Sport e salute.
Il decreto prevede una procedura semplificata: potranno accedere al contributo i lavoratori titolari di un rapporto di collaborazione sportiva con associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al registro del Coni, nonché con Federazioni sportive, Discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva, con priorità ai collaboratori che nel periodo d'imposta 2019 non abbiano superato i 10mila euro. Sono poi esclusi dal bonus i pensionati, chi ha percepito altro reddito da lavoro a marzo 2020 o che è beneficiario di reddito di cittadinanza, così come non si può cumulare l'indennità con le altre previste dal decreto Cura Italia.
Ma la Federazione nazionale Operatori dello sport non ci sta e nel giorno della Giornata dello Sport batte i pugni sul tavolo, anche in Sardegna. Il presidente regionale della Fnos Ugl, Antonello Muroni, bussa alle porte della Regione, chiedendo un incontro urgente con l’assessorato al lavoro e allo sport. «Dopo oltre 20 giorni dal famoso Decreto “Cura Italia” – scrive – solo un silenzio assordante per tutte quelle problematiche legate allo Sport di Base. Le tantissime associazioni sportive svolgono sul territorio nazionale diverse funzioni tra le quali quella sociale oltre all’aspetto sportivo. Un mondo lontano dalle luci della ribalta, che promuove sani stili di vita, una cultura legata al sacrificio, al rispetto delle regole e del prossimo, alla capacità di saper vincere o di saper incassare le sconfitte. Lo sport di base contribuisce ad erogare servizi a quasi 12 milioni di tesserati in circa 95 mila associazioni e società sportive afferenti al Coni».
La “cura” secondo Muroni non è adeguata. «Per l’esercito di istruttori e allenatori – conclude – esclusi da tutte le misure di salvaguardia e a oggi senza alcun ammortizzatore sociale e allo stato attuale nel Decreto “Cura Italia” sono previsti 600 euro una tantum sotto la voce: “indennità collaboratori sportivi” per un totale di 50 milioni. Un aiuto che non è aiuto».
Il decreto prevede una procedura semplificata: potranno accedere al contributo i lavoratori titolari di un rapporto di collaborazione sportiva con associazioni e società sportive dilettantistiche iscritte al registro del Coni, nonché con Federazioni sportive, Discipline sportive associate e Enti di promozione sportiva, con priorità ai collaboratori che nel periodo d'imposta 2019 non abbiano superato i 10mila euro. Sono poi esclusi dal bonus i pensionati, chi ha percepito altro reddito da lavoro a marzo 2020 o che è beneficiario di reddito di cittadinanza, così come non si può cumulare l'indennità con le altre previste dal decreto Cura Italia.
Ma la Federazione nazionale Operatori dello sport non ci sta e nel giorno della Giornata dello Sport batte i pugni sul tavolo, anche in Sardegna. Il presidente regionale della Fnos Ugl, Antonello Muroni, bussa alle porte della Regione, chiedendo un incontro urgente con l’assessorato al lavoro e allo sport. «Dopo oltre 20 giorni dal famoso Decreto “Cura Italia” – scrive – solo un silenzio assordante per tutte quelle problematiche legate allo Sport di Base. Le tantissime associazioni sportive svolgono sul territorio nazionale diverse funzioni tra le quali quella sociale oltre all’aspetto sportivo. Un mondo lontano dalle luci della ribalta, che promuove sani stili di vita, una cultura legata al sacrificio, al rispetto delle regole e del prossimo, alla capacità di saper vincere o di saper incassare le sconfitte. Lo sport di base contribuisce ad erogare servizi a quasi 12 milioni di tesserati in circa 95 mila associazioni e società sportive afferenti al Coni».
La “cura” secondo Muroni non è adeguata. «Per l’esercito di istruttori e allenatori – conclude – esclusi da tutte le misure di salvaguardia e a oggi senza alcun ammortizzatore sociale e allo stato attuale nel Decreto “Cura Italia” sono previsti 600 euro una tantum sotto la voce: “indennità collaboratori sportivi” per un totale di 50 milioni. Un aiuto che non è aiuto».
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