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L’emergenza come risorsa L’Olbia guarda al domani

di Paolo Ardovino
L’emergenza come risorsa L’Olbia guarda al domani

Il presidente Marino chiede una nuova sostenibilità per la futura serie C «Ripartire? Vorrei ma sembra davvero difficile, e noi non siamo la serie A»  

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OLBIA. I primi agognati passi avanti sono stati fatti. Da una parte la Lega Pro, dall’altra l’Assocalciatori e l’Associazione allenatori. Al fianco dell’emergenza sanitaria, è l’emergenza economica la priorità delle sessanta società coinvolte, con l’imperativo di contenere assolutamente i costi. Per ripartire, quando si ripartirà, senza troppi danni. E per non sprofondare del tutto. Perciò le parole di Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, rappresentano più che una boccata d’ossigeno.

Dopo giorni e giorni di trattative con i rappresentanti di giocatori e allenatori, ora «l’unità con Aic e Aiac è un fatto di straordinario valore – così il numero uno della Lega Pro –. Questa unità interrompe una deriva che stava rischiando di far apparire il calcio incapace di trovarsi unito anche quando la casa crolla inesorabilmente».

Gioco di squadra. La questione centrale è il taglio degli stipendi e altre misure – tra cui la cassa integrazione in deroga – che possano aiutare i club a diminuire i costi durante questo periodo di inattività e, allo stesso tempo, non penalizzare buona parte dei calciatori. Per questo, l’appello a tre voci di Lega e parti sociali si rivolge al governo per consentire, tra le altre cose, l’accesso alla Cig anche ai giocatori con reddito sotto i 50mila euro annui.

«Non si può trascurare l’esigenza di un intervento non più procrastinabile e che riguarda la sostenibilità del nostro sistema – si è espresso ieri, intanto, il presidente dell’Olbia, Alessandro Marino, da sempre in prima linea anche sul tema della defiscalizzazione della serie C –. Dobbiamo essere noi club, come Lega, ad aprire finalmente la stagione delle riforme per una nuova regolamentazione che assicuri piena sostenibilità alla Serie C, una realtà il cui impatto sociale ed economico sui territori di tutta Italia genera un valore di gran lunga superiore a quello percepito»: questa l'unica certezza indiscussa del patron dei galluresi, che ha invece posto alcuni interrogativi parlando dei «due scenari» da qui ai prossimi mesi.

Scenari. Se il consiglio federale dovesse scegliere la strada della ripresa della stagione, «è chiaro che dovremo essere forniti di tutte le garanzie sanitarie che consentano di ripartire in sicurezza. La Serie C, però, per mezzi e risorse – prosegue il numero uno dell’Olbia – non può paragonarsi alla Serie A, per cui mi chiedo: come faranno e come faremo a garantire alle 60 squadre gli standard medici necessari, a maggior ragione in un momento in cui i responsabili sanitari dei club sono impegnati in prima linea nel contenimento del contagio?». Questo il primo punto interrogativo di Marino, che spiega anche: «Diversa, ovviamente, sarebbe la situazione se si decidesse per una sospensione definitiva. In quel caso, dobbiamo partire da un dato inequivocabile: sinora si sono giocati due terzi delle partite in calendario per cui il primo obiettivo deve essere quello di garantire a tutte le società la tutela degli investimenti fatti - infine -. Detto questo, chi si prenderà la responsabilità di far ripartire un campionato cosi capillare che coinvolge moltissime zone focolaio del contagio?».

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