Ecco il robot pongista per la quarantena: 120 palline al minuto
ROMA. Fognini e Pennetta, la premiata coppia del tennis italiano, per l'allenamento fai da te aveva trasformato il passeggino del più piccolo di casa in rete. Ma il gioco senza gioco in tempi di...
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ROMA. Fognini e Pennetta, la premiata coppia del tennis italiano, per l'allenamento fai da te aveva trasformato il passeggino del più piccolo di casa in rete. Ma il gioco senza gioco in tempi di pandemia ha scatenato la corsa a soluzioni ben più high tech ed ecco che a fare da sparring partner per mantenersi in attività arriva il robot. Anche quello pongista, mancino e che spara palline a velocità controllata. Ha scoperto che era l'unica soluzione Alvaro Robles, un atleta andaluso che ha conquistato un argento mondiale nel doppio, la prima medaglia del tennistavolo per la Spagna.
Rientrato da due tornei in Qatar e Oman, si stava preparando per le qualificazioni ai Giochi di Tokyo: ma bloccato a casa la federazione iberica gli ha proposto di allenarsi indoor con un piccolo robot. «Invia la palla nel punto desiderato e consente almeno di conservare l'intensità e i riflessi» ha raccontato il giocatore ai media spagnoli. Non è il top di gamma della robotica in materia stando ai giudizi di Robles: è mancino e si stanca dopo 200 lanci.
Ha badato meno a spese l'indiano Sathiyan Gnanasekaran, numero 30 al mondo: si allena con un robot tedesco, che riesce a tirare 120 palline al minuto. In questa fase di isolamento il robot è utilissimo» ha ammesso Sathiyan.
Macchine con intelligenza artificiale erano già apparse in queste settimane travolte dal coronavirus: robot che portano cibo in strutture isolate, ma anche in corsia. Non sono passati inosservati anche quelli nelle strade di Pechino ancora vuota per il lockdown. Ma anche prima della crisi sanitaria mondiale un robot aveva esordito a Wimbledon: chiamato Watson riesce ad analizzare gli atteggiamenti dei tennisti e selezionare poi le immagini migliori del match. Hanno provato a impensierire mr Klopp quando il Liverpool ha firmato un accordo commerciale con Acronis, il cui amministratore delegato, Serguei Beloussov, ipotizzava una svolta in panchina: «Si possono creare manager-robot e migliorare l'allenamento, per il recupero dei giocatori si può analizzare tutto attraverso un apprendimento automatico e i dati raccolti. In futuro le macchine saranno le prime grandi responsabili delle sconfitte e i manager si toglieranno un peso». Ma i punti in classifica, nonostante il campionato sospeso, fanno dormire sonni tranquilli all'allenatore dei Reds. Intanto i meno esigenti si aiutano con la consolle. O cercando coach dedicati. È infatti boom di richieste per avere allenatori privati. Umani.
Rientrato da due tornei in Qatar e Oman, si stava preparando per le qualificazioni ai Giochi di Tokyo: ma bloccato a casa la federazione iberica gli ha proposto di allenarsi indoor con un piccolo robot. «Invia la palla nel punto desiderato e consente almeno di conservare l'intensità e i riflessi» ha raccontato il giocatore ai media spagnoli. Non è il top di gamma della robotica in materia stando ai giudizi di Robles: è mancino e si stanca dopo 200 lanci.
Ha badato meno a spese l'indiano Sathiyan Gnanasekaran, numero 30 al mondo: si allena con un robot tedesco, che riesce a tirare 120 palline al minuto. In questa fase di isolamento il robot è utilissimo» ha ammesso Sathiyan.
Macchine con intelligenza artificiale erano già apparse in queste settimane travolte dal coronavirus: robot che portano cibo in strutture isolate, ma anche in corsia. Non sono passati inosservati anche quelli nelle strade di Pechino ancora vuota per il lockdown. Ma anche prima della crisi sanitaria mondiale un robot aveva esordito a Wimbledon: chiamato Watson riesce ad analizzare gli atteggiamenti dei tennisti e selezionare poi le immagini migliori del match. Hanno provato a impensierire mr Klopp quando il Liverpool ha firmato un accordo commerciale con Acronis, il cui amministratore delegato, Serguei Beloussov, ipotizzava una svolta in panchina: «Si possono creare manager-robot e migliorare l'allenamento, per il recupero dei giocatori si può analizzare tutto attraverso un apprendimento automatico e i dati raccolti. In futuro le macchine saranno le prime grandi responsabili delle sconfitte e i manager si toglieranno un peso». Ma i punti in classifica, nonostante il campionato sospeso, fanno dormire sonni tranquilli all'allenatore dei Reds. Intanto i meno esigenti si aiutano con la consolle. O cercando coach dedicati. È infatti boom di richieste per avere allenatori privati. Umani.
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