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Sessant’anni con una tripla stella

di Giovanni Dessole
Sessant’anni con una tripla stella

Verso l’anniversario. I “regaz” della Dinamo hanno rivissuto dalla quarantena l’impresa del 2015

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SASSARI. Il 23 aprile la Dinamo compie 60 anni. Festa di popolo che l’emergenza costringe a rimandare. A rimodulare, nell'immediato. Sui canali comunicativi della società, in avvicinamento alla data, si dà spazio ai grandi protagonisti biancoblù. Ieri è toccato agli italiani del triplete Manuel Vanuzzo, Jack Devecchi, Brian Sacchetti, Massimo Chessa e Matteo Formenti.

Lo schermo di Dinamo TV si fa in.. sei: affacciati alle finestre online, assieme al responsabile di DinamoTv Paolo Citrini, ci sono i regaz. La chiacchierata viaggia fra passato e presente, giocatori che han fatto la storia, futuro del basket post lockdown e compleanni da festeggiare. Massimo Chessa ha una nave da prendere, oggi arriverà in Sardegna (“«orno a casa. Mi auguro di riprendere la preparazione ad agosto») ma non manca l'appuntamento e ripensando a gara6 di finale scudetto con Reggio dice: «Brividi. Ho negli occhi la bomba di Logan. Una gara che sembrava persa tante volte. L'abbiamo vinta». Sacchetti incornicia il settimo atto della semifinale e della finale tricolore, Devecchi torna alla Coppa Italia di Desio e alla serie con Trento, Formenti ripercorre la traiettoria del tiro sbagliato da Drake all'ultimo secondo del match di Reggio, Vanuzzo invece pensa «al primo pomeriggio del giorno della finalissima per il titolo. Ci siamo ritrovati nel terrazzo dell'albergo. Tutti. Ci siamo detti che eravamo forti e potevamo vincere».

Passano in rassegna i riti dello spogliatoio e una panchina italian style sempre pronta a sostenere i compagni in campo, elogiando un gruppo «di matti» che nei momenti di difficoltà ha saputo risalire sino al punto più alto. Lo scudetto è il fulcro della discussione. Ma c'è spazio anche per la storia. E per gli uomini. «Dyson me lo ricordo già a Brindisi – dice Matteo -. Era un po' una testa calda ma quando era importante sfoderava prestazioni importanti». «Il gruppo scudetto? Un plus unico di talento, atletismo e qualità di gioco. Onorato di averne fatto parte» dice capitano Devecchi. Sull'Usa più impattante dell'ultimo decennio due voti vanno a Logan (Chessa e Forme), due voti vanno a TD12 (Brian e Vanuzzo) mentre Jack dice Thornton. E l'Italiano? Su Vanuzzo (escludendo il suo voto) si raggiunge l'unanimità.

Anche i regaz vivono la quarantena a casa. La salute, prima di tutto. Giusto stoppare i campionati e giusto non assegnare il titolo. «Vivo a Brescia, un epicentro dell'emergenza coronavirus. Io e mia moglie la viviamo in maniera serena, ma fuori si sentono spesso le ambulanze. Fa strano, speriamo di tornare tutti al più presto alla normalità». La Dinamo, dicono, avrebbe potuto dire la sua in questa stagione. E Marco Spissu ha la testa giusta per arrivare lontano. Dicono.

Infine, pensieri e auguri. Brian: «La Dinamo e i suoi tifosi saranno sempre nel mio cuore. Ci vediamo presto». Manu: «Da un campetto in terra battuta a triplete ed Eurolega. Auguro a tutti di tornare presto al palazzetto». Forme: «Mi è rimasto dentro il forte senso di famiglia che la Dinamo trasmette. Il calore della gente dell'Isola». Jack: «La Dinamo è appartenenza, lo dimostra anche questa chiacchierata. A zent’anni».

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