il protocollo della figc sugli allenamenti
Screening e controlli quotidiani sui giocatori
ROMA. Screening quotidiani, sanificazione ambientali, dispositivi di protezione a mensa, distanza sociale obbligatoria nei ritiri super blindati. Le «indicazioni per la ripresa degli allenamenti...
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ROMA. Screening quotidiani, sanificazione ambientali, dispositivi di protezione a mensa, distanza sociale obbligatoria nei ritiri super blindati. Le «indicazioni per la ripresa degli allenamenti delle squadre di calcio professionistiche e degli arbitri» si snodano nel dettagliato protocollo sanitario di garanzia redatto dalla commissione medico-scientifica della Federcalcio integrata da alcuni esperti in materia invitati a partecipare per l'analisi dell'emergenza da coronavirus.
Il documento - inviato ai ministri dello Sport e della Salute, Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza - conta 47 pagine ed è suddiviso in due parti: nella prima (da 32) c'è spazio per le indicazioni prettamente mediche cui attenersi, nella seconda si approfondiscono invece i comportamenti da seguire dentro il centro sportivo o albergo e durante le sessioni di allenamento che al momento dovrebbero ripartire il prossimo 4 maggio.
Tra le premesse si sottolinea che le indicazioni vogliono fornire le massime garanzie possibili per tutelare la salute in caso di ripresa e saranno aggiornate sulla base delle evidenze medico-scientifiche in divenire. «Non autorizzano di per sé la ripresa degli allenamenti» si specifica, ricordando che «la tempistica sarà decisa dalle competenti autorità di governo». Nel protocollo si fa quindi riferimento al cosiddetto «gruppo squadra» (formato, oltre che dai calciatori, anche da staff tecnico, medici, fisioterapisti, magazzinieri e dal personale più a stretto contatto con i giocatori) che dovrà essere identificato e convocato 3-4 giorni prima della ripresa per le procedure di screening iniziale (visita clinica, tamponi, test sierologici) per poi proseguire il lavoro in quello che viene definito un «ritiro permanente».
Il documento - inviato ai ministri dello Sport e della Salute, Vincenzo Spadafora e Roberto Speranza - conta 47 pagine ed è suddiviso in due parti: nella prima (da 32) c'è spazio per le indicazioni prettamente mediche cui attenersi, nella seconda si approfondiscono invece i comportamenti da seguire dentro il centro sportivo o albergo e durante le sessioni di allenamento che al momento dovrebbero ripartire il prossimo 4 maggio.
Tra le premesse si sottolinea che le indicazioni vogliono fornire le massime garanzie possibili per tutelare la salute in caso di ripresa e saranno aggiornate sulla base delle evidenze medico-scientifiche in divenire. «Non autorizzano di per sé la ripresa degli allenamenti» si specifica, ricordando che «la tempistica sarà decisa dalle competenti autorità di governo». Nel protocollo si fa quindi riferimento al cosiddetto «gruppo squadra» (formato, oltre che dai calciatori, anche da staff tecnico, medici, fisioterapisti, magazzinieri e dal personale più a stretto contatto con i giocatori) che dovrà essere identificato e convocato 3-4 giorni prima della ripresa per le procedure di screening iniziale (visita clinica, tamponi, test sierologici) per poi proseguire il lavoro in quello che viene definito un «ritiro permanente».
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