«Così la pallanuoto sarda crescerà» La ricetta di Pettinau, mister serie A1
SASSARI. Con quali prospettive potrà ripartire la pallanuoto in Sardegna? Ha la risposta Marcello Pettinau, il tecnico più titolato nell’isola. «Bisogna affidarsi al consorzio – dichiara sicuro...
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SASSARI. Con quali prospettive potrà ripartire la pallanuoto in Sardegna? Ha la risposta Marcello Pettinau, il tecnico più titolato nell’isola. «Bisogna affidarsi al consorzio – dichiara sicuro - collaborando tra società per un unico intento».
Detto dall’unico allenatore capace di portare una squadra sarda in A1, di allenare contemporaneamente in A2 maschile e femminile più tutto il settore giovanile, facendo man bassa di titoli, va tenuto nella dovuta considerazione, e il comitato regionale Fin è pronto a collaborare. «Siamo per la cooperazione – conferma Riccardo Toselli, consigliere responsabile del settore pallanuoto - e l’unico modo per uscire dalla stagnazione è proseguire nella condivisione di talenti maschili e femminili, dando continuità al lavoro iniziato con rappresentative e squadre miste che hanno coinvolto le categorie under 11 e 13». «Collaborare con la Federazione rappresenterebbe per me un riscatto personale – confida Pettinau – ma soprattutto vorrei far capire come ciò che predico da anni sia la strada giusta, non si può crescere tirando su un piccolo orticello. E’ un progetto che coltivo dal 2010, da quando con la Promogest Quartu conquistammo la storica promozione in A1. Vorrei far collaborare tutte le società sarde, con una campagna di coordinamento della durata dai tre ai sette anni. Il mio collega Stefano Piccardo l’ha già avviato in Sicilia. Due volte al mese fanno allenamenti collegiali e i pari età si ritrovano insieme. Così il livello tecnico cresce in maniera esponenziale». «E’ un processo che richiede tempo ma non è proibitivo – aggiunge il coach - ogni società curerebbe una determinata rappresentativa regionale con i migliori della categoria, e si avrebbero maggiori chance di farsi valere in contesti più importanti. La buona riuscita è legata a una programmazione ben definita, con tecnici competenti».
Pettinau ha già in mente problemi e soluzioni. «Trattenere i ragazzi in piscina è complicato, al giorno d’oggi le distrazioni sono tante. Tutto sta nel saper accendere la scintilla della passione, trasmettere i giusti stimoli con regole ben definite, spirito sportivo e umiltà. Ho notato prospetti molto interessanti fra Rari Nantes, Atlantide, Esperia, Acquasport e Promosport. Ma se queste eccellenze non sono circondate da atleti che possano dare un idoneo supporto, c’è il rischio che si disamorino. Gli undicenni sono il vero filone aureo. In tre-quattro anni disputerebbero una C di vertice. Per queste azioni servono spazi appositi per i circuiti, con l’utilizzo di almeno4 porte. Il sabato e la domenica sono i giorni ideali per convocare i raduni collegiali, sempre che il calendario agonistico lo consenta».
Fabio Fresu
Detto dall’unico allenatore capace di portare una squadra sarda in A1, di allenare contemporaneamente in A2 maschile e femminile più tutto il settore giovanile, facendo man bassa di titoli, va tenuto nella dovuta considerazione, e il comitato regionale Fin è pronto a collaborare. «Siamo per la cooperazione – conferma Riccardo Toselli, consigliere responsabile del settore pallanuoto - e l’unico modo per uscire dalla stagnazione è proseguire nella condivisione di talenti maschili e femminili, dando continuità al lavoro iniziato con rappresentative e squadre miste che hanno coinvolto le categorie under 11 e 13». «Collaborare con la Federazione rappresenterebbe per me un riscatto personale – confida Pettinau – ma soprattutto vorrei far capire come ciò che predico da anni sia la strada giusta, non si può crescere tirando su un piccolo orticello. E’ un progetto che coltivo dal 2010, da quando con la Promogest Quartu conquistammo la storica promozione in A1. Vorrei far collaborare tutte le società sarde, con una campagna di coordinamento della durata dai tre ai sette anni. Il mio collega Stefano Piccardo l’ha già avviato in Sicilia. Due volte al mese fanno allenamenti collegiali e i pari età si ritrovano insieme. Così il livello tecnico cresce in maniera esponenziale». «E’ un processo che richiede tempo ma non è proibitivo – aggiunge il coach - ogni società curerebbe una determinata rappresentativa regionale con i migliori della categoria, e si avrebbero maggiori chance di farsi valere in contesti più importanti. La buona riuscita è legata a una programmazione ben definita, con tecnici competenti».
Pettinau ha già in mente problemi e soluzioni. «Trattenere i ragazzi in piscina è complicato, al giorno d’oggi le distrazioni sono tante. Tutto sta nel saper accendere la scintilla della passione, trasmettere i giusti stimoli con regole ben definite, spirito sportivo e umiltà. Ho notato prospetti molto interessanti fra Rari Nantes, Atlantide, Esperia, Acquasport e Promosport. Ma se queste eccellenze non sono circondate da atleti che possano dare un idoneo supporto, c’è il rischio che si disamorino. Gli undicenni sono il vero filone aureo. In tre-quattro anni disputerebbero una C di vertice. Per queste azioni servono spazi appositi per i circuiti, con l’utilizzo di almeno4 porte. Il sabato e la domenica sono i giorni ideali per convocare i raduni collegiali, sempre che il calendario agonistico lo consenta».
Fabio Fresu
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