Dinamo alla finestra in attesa dei regolamenti

Basket, i sassaresi hanno le carte in regola per partecipare a campionato e coppe. Ma il format della A va ancora pensato e le competizioni europee sono a rischio

SASSARI. Ripartire quando, ma soprattutto ripartire come. Mentre l’Italia si prepara ad affrontare la fase 2 dell’emergenza coronavirus, anche il mondo della pallacanestro prova a compiere qualche passo per avvicinarsi al momento del dunque.

In casa Dinamo, all’indomani della grande festa per il sessantesimo compleanno della società, le certezze sono diverse: la stabilità dal punto di vista economico, prima di tutto, che non è stata compromessa dalle ovvie ricadute negative legate allo stop della stagione. Il Banco di Sardegna sarà regolarmente al via del campionato di serie A 2020-’21, e con tutta probabilità prenderà parte per la nona stagione consecutiva prenderà parte alle competizioni continentali. Su questo il presidente Stefano Sardara è già stato chiaro nelle scorse settimane: «siamo felicemente fidanzati con la Champions League», lasciando intendere che l’accordo pluriennale (3+2) resta valido. E ai più attenti non sarà sfuggito, tra i videomessaggi di auguri rivolti alla Dinamo, proprio quello di Patrick Comninos, capo della Basketball Champions League.

Ok al campionato e ok per le coppe, per la Dinamo, ma ciò che è ancora tutto da definire è il format delle competizioni. A oggi è impossibile sapere se e quando sarà possibile muoversi liberamente tra una nazione e l’altra, elemento che rende quanto mai aleatoria l’organizzazione delle manifestazioni internazionali.

L’altro nodo riguarda la composizione del campionato di serie A. Dalle 17 squadre dell’ultima stagione, si arriverà a un numero pari di partecipanti. A oggi non si è parlato di retrocessioni dalla A alla A2, né sarebbe emersa in maniera palese la volontà di qualche club di chiedere l’autoretrocessione. Nel frattempo, le candidate a salire nella massima serie sarebbero almeno tre. Ecco allora come nelle scorse settimane si è arrivato a parlare addirittura di una serie A con 20 squadre, ma la tendenza chiara di Lega e soprattutto Fip è quella di dare priorità alla stabilità economico-finanziaria del campionato. Ai club verranno dunque con tutta probabilità richieste garanzie più solide rispetto a quelle necessarie sino allo scorso anno.

La sensazione è che soltanto una volta verificata la solidità delle candidate, verrà messo nero su bianco il nuovo regolamento, che non dipenderà in maniera rigida dai meriti sportivi. Per farla semplice, il percorso sarà il seguente: prima verranno stabiliti i paletti di accesso al campionato dal punto di vista economico; poi – una volta fatta la conta di chi potrà essere della partita e chi no –, sopra le “superstiti” verrà cucito il nuovo format del campionato di serie A.

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