la squadra scrive al patron e ai tifosi
«Sono state dette cose non vere vogliamo solo ciò che ci spetta»
SASSARI. I giocatori e il tecnico della Torres sono rimasti stupiti dalla reazione avuta dal presidente Salvatore Sechi. Una volta letta la sua lettera-sfogo, hanno parlato con il loro avvocato e nel...
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. I giocatori e il tecnico della Torres sono rimasti stupiti dalla reazione avuta dal presidente Salvatore Sechi. Una volta letta la sua lettera-sfogo, hanno parlato con il loro avvocato e nel primo pomeriggio hanno fatto uscire due note, una per rispondere al patron, l’altra indirizzata ai tifosi. In entrambe sottolineano il dispiacere che la querelle sia diventato pubblica, mentre i panni sporchi, secondo gli assistiti da De Cesaro, si sarebbero dovuti lavare in casa.
Ragioni. «La nostra lettera era distensiva - è scritto nel documento -. Prima di inviarla alla società il nostro avvocato ha interpellato la Figc, gli è stato ribadito che nei casi bonari di risoluzione di controversie, l’autorizzazione a procedere non è necessaria. Ci siamo limitati a chiedere al presidente il pagamento dei nostri rimborsi spese solo quando la Regione avrebbe erogato il contributo previsto. La nostra domanda quindi è: se il contributo comprende una quota a titolo di compenso per gli atleti e il tecnico, perché non destinarlo ai diretti interessati?».
Smentite. I giocatori entrano poi nel merito dei pagamenti. «La squadra - scrivono i ha iniziato a prestare la propria attività dal 23 luglio 2019 ed i rimborsi sono stati corrisposti a decorrere dalla mensilità di settembre 2019. Ad oggi pertanto i giorni dal 23 al 31 luglio e tutto agosto risultano impagati. il preparatore atletico Mascaro ed il preparatore dei portieri Tore Pinna non si sono dissociati. Non hanno aderito alla richiesta in esame in quanto estranei alla predetta contribuzione regionale. Chi ha ricevuto il sussidio statale non ha chiesto il pagamento della mensilità di marzo ed è falso asserire che qualcuno di noi è stato costretto a firmare».
Lettera ai tifosi. I giocatori nella nota rivolta alla tifoseria oltre a spiegare le loro ragioni hanno ribadito l’attaccamento alla maglia «di cui ci siamo innamorati dal primo giorno che l’abbiamo indossata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ragioni. «La nostra lettera era distensiva - è scritto nel documento -. Prima di inviarla alla società il nostro avvocato ha interpellato la Figc, gli è stato ribadito che nei casi bonari di risoluzione di controversie, l’autorizzazione a procedere non è necessaria. Ci siamo limitati a chiedere al presidente il pagamento dei nostri rimborsi spese solo quando la Regione avrebbe erogato il contributo previsto. La nostra domanda quindi è: se il contributo comprende una quota a titolo di compenso per gli atleti e il tecnico, perché non destinarlo ai diretti interessati?».
Smentite. I giocatori entrano poi nel merito dei pagamenti. «La squadra - scrivono i ha iniziato a prestare la propria attività dal 23 luglio 2019 ed i rimborsi sono stati corrisposti a decorrere dalla mensilità di settembre 2019. Ad oggi pertanto i giorni dal 23 al 31 luglio e tutto agosto risultano impagati. il preparatore atletico Mascaro ed il preparatore dei portieri Tore Pinna non si sono dissociati. Non hanno aderito alla richiesta in esame in quanto estranei alla predetta contribuzione regionale. Chi ha ricevuto il sussidio statale non ha chiesto il pagamento della mensilità di marzo ed è falso asserire che qualcuno di noi è stato costretto a firmare».
Lettera ai tifosi. I giocatori nella nota rivolta alla tifoseria oltre a spiegare le loro ragioni hanno ribadito l’attaccamento alla maglia «di cui ci siamo innamorati dal primo giorno che l’abbiamo indossata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
