europa in fermento
Sulla ripartenza il calcio si divide In Spagna scoppia il caso tamponi
ROMA. Il calcio deve ripartire, anzi no. Non c'è solo l'Italia a discutere quale priorità dare nella Fase2 al calcio. Spagna e Francia vivono in queste ore una polemica tra i club professionistici e...
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ROMA. Il calcio deve ripartire, anzi no. Non c'è solo l'Italia a discutere quale priorità dare nella Fase2 al calcio. Spagna e Francia vivono in queste ore una polemica tra i club professionistici e i rispettivi governi per il trattamento riservato a un settore di intrattenimento che in realtà ha anche sostanziosi risvolti ecomomici.
La Bundesliga ha fatto sapere di esser pronta a ripartire dal 9 maggio senza problemi per i 25 mila tamponi previsti, ma ora emerge che il ministro del lavoro ha raccomandato alla Cancelliera Merkel, che ha l'ultima parola, che i giocatori indossino la mascherina in campo, «cambiandola ogni 15' e interrompendo il gioco se si leva». E se in Inghilterra sembrano superate le polemiche politica-calcio sulla cassa integrazione, arriva dalla Spagna la notizia dello stop del ministero della salute ai tamponi a tappeto sui calciatori. A Madrid la Liga attende il via libera governativo al piano per la ripresa con un piano molto simile a quello della serie A. Il ministero della Sanità, secondo Cadena Ser, ha però dato ieri un forte segnale di frenata: i giocatori sono equiparati agli altri lavoratori dipendenti, ergo i tamponi si fanno solo in presenza di sintomi del Covid-19.
La Bundesliga ha fatto sapere di esser pronta a ripartire dal 9 maggio senza problemi per i 25 mila tamponi previsti, ma ora emerge che il ministro del lavoro ha raccomandato alla Cancelliera Merkel, che ha l'ultima parola, che i giocatori indossino la mascherina in campo, «cambiandola ogni 15' e interrompendo il gioco se si leva». E se in Inghilterra sembrano superate le polemiche politica-calcio sulla cassa integrazione, arriva dalla Spagna la notizia dello stop del ministero della salute ai tamponi a tappeto sui calciatori. A Madrid la Liga attende il via libera governativo al piano per la ripresa con un piano molto simile a quello della serie A. Il ministero della Sanità, secondo Cadena Ser, ha però dato ieri un forte segnale di frenata: i giocatori sono equiparati agli altri lavoratori dipendenti, ergo i tamponi si fanno solo in presenza di sintomi del Covid-19.
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