Nuoto, boom di iscritti allo sportello psicologico
L’iniziativa è della Fin Sardegna. Il presidente Russu: «Uno strumento utile per i nostri tesserati»
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SASSARI. Oltre un centinaio di iscritti in un solo mese di attività. Si sta rivelando un successo “Nuoto, dunque sono”, lo sportello di supporto psicologico istituito dalla Fin Sardegna e dallo psicologo dello sport Manolo Cattari per i nuotatori sardi, che in questo lungo periodo di quarantena si sentono proprio dei pesci fuori d’acqua.
«Iniziamo a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel – dice il presidente regionale della Federnuoto Danilo Russu – ma in attesa di tempi migliori ben venga qualsiasi strumento che possa servire a scuotere i nostri tesserati. E con Manolo Cattari, che ringrazio per la sua professionalità e lungimiranza, sapevo che almeno virtualmente le acque si sarebbero mosse».
Allo sportello ci si può rivolgere attraverso la mail psicosport@nuotosardegna.it, o il numero di telefono 377 3185908. A supporto dello stesso, Cattari ed il suo staff di collaboratori hanno redatto una brochure con una serie di consigli pratici su come alleviare la nostalgia da cloro agli atleti. Ma i testi si rivolgono pure a dirigenti, tecnici e genitori, affinché facciano la loro parte sostenendo in tutte le maniere possibili i nuotatori.
«Al momento hanno aderito al percorso più di cento atleti - spiega Manolo Cattari – di età compresa fra i 13 ed i 19 anni. Ogni settimana chiediamo loro un feedback per capire come sta procedendo il training mentale di rilassamento, dalla durata di due mesi, e che riguarda il potenziamento delle proprie competenze mentali nell'affrontare la prestazione. Si aggiunge ai vari percorsi atletici che gli agonisti stanno già portando avanti con le proprie società. In definitiva devo ammettere che partecipano con serietà. Sono motivati nel portare avanti questo percorso. E tendenzialmente consapevoli che la parte mentale sia un fattore centrale della prestazione. Non è una dimensione curata abbastanza e lo ammettono tranquillamente».
Continua lo psicologo: «Il desiderio, espresso da tutti, è quello di rientrare in acqua il prima possibile, ma sentono la necessità di ottimizzare in qualsiasi modo il tempo trascorso fra le mura domestiche, sia coltivando gli affetti, sia la forma. Anche le società stanno rispondendo con molto interesse, cercando di coinvolgere varie figure. Si organizzano gruppi per categorie, con gli allenatori presenti alle videoconferenze si lavora al completo».
Fabio Fresu
«Iniziamo a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel – dice il presidente regionale della Federnuoto Danilo Russu – ma in attesa di tempi migliori ben venga qualsiasi strumento che possa servire a scuotere i nostri tesserati. E con Manolo Cattari, che ringrazio per la sua professionalità e lungimiranza, sapevo che almeno virtualmente le acque si sarebbero mosse».
Allo sportello ci si può rivolgere attraverso la mail psicosport@nuotosardegna.it, o il numero di telefono 377 3185908. A supporto dello stesso, Cattari ed il suo staff di collaboratori hanno redatto una brochure con una serie di consigli pratici su come alleviare la nostalgia da cloro agli atleti. Ma i testi si rivolgono pure a dirigenti, tecnici e genitori, affinché facciano la loro parte sostenendo in tutte le maniere possibili i nuotatori.
«Al momento hanno aderito al percorso più di cento atleti - spiega Manolo Cattari – di età compresa fra i 13 ed i 19 anni. Ogni settimana chiediamo loro un feedback per capire come sta procedendo il training mentale di rilassamento, dalla durata di due mesi, e che riguarda il potenziamento delle proprie competenze mentali nell'affrontare la prestazione. Si aggiunge ai vari percorsi atletici che gli agonisti stanno già portando avanti con le proprie società. In definitiva devo ammettere che partecipano con serietà. Sono motivati nel portare avanti questo percorso. E tendenzialmente consapevoli che la parte mentale sia un fattore centrale della prestazione. Non è una dimensione curata abbastanza e lo ammettono tranquillamente».
Continua lo psicologo: «Il desiderio, espresso da tutti, è quello di rientrare in acqua il prima possibile, ma sentono la necessità di ottimizzare in qualsiasi modo il tempo trascorso fra le mura domestiche, sia coltivando gli affetti, sia la forma. Anche le società stanno rispondendo con molto interesse, cercando di coinvolgere varie figure. Si organizzano gruppi per categorie, con gli allenatori presenti alle videoconferenze si lavora al completo».
Fabio Fresu
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