«Società assente, i soldi li darò in beneficenza»
Nello scontro sugli stipendi tra il patron Sechi e i giocatori della Torres interviene mister Mariotti
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SASSARI. Nella querelle sugli stipendi che vede fronteggiarsi, a colpi di accuse e smentite, da una parte il presidente della Torres Salvatore Sechi, dall'altra i giocatori, scende in campo il tecnico Marco Mariotti. L'allenatore della squadra rossoblù ha affidato al suo profilo Facebook una riflessione su una vicenda che potrebbe trascinarsi nelle aule della giustizia sportiva. Il mister non usa parole tenere e nonostante non lo nomini mai, è facile intuire che il bersaglio delle sue considerazioni è il patron del club.
«E’ la prima volta in 24 anni che mi succede un fatto del genere - racconta -. Nella mia carriera non ho mai fatto questioni di mero denaro. E per questo motivo i soldi che percepirò dalla Torres da questo momento in poi andranno in beneficenza. Mi sono ridotto l'ingaggio del 40% pur di allenare la Torres ed ho avuto l’opportunità di conoscere una città meravigliosa e dei tifosi straordinari. Mariotti uomo ha il dovere, oltre che in campo, di stare vicino ai suoi ragazzi nei momenti dove ne hanno bisogno come adesso».
Mariotti entra nei dettaglio: «Il monte-rimborsi della squadra è uno dei più bassi della serie D. La società è stata assente sin dai primi di marzo, abbiamo invocato più volte un incontro mai arrivato. Noi non abbiamo chiesto mensilità future ma solo i periodi di luglio ed agosto e la prima settimana di marzo».
Il tecnico ha poi stigmatizzato la valanga di insulti piovuta sui giocatori. «Come si può - scrive - in poche ore far passare uno splendido gruppo da un’asta di beneficenza con a fianco i loro nomi ad una massa di traditori e di gente che non ha cuore? I presidenti che hanno pagato sette mesi e sono stati vicini ai ragazzi, sono tutti dei nababbi, oppure hanno avuto un minimo di sensibilità in una situazione così complicata?».
L'appello finale dell'allenatore della Torres si focalizza sui giocatori, alcuni dei quali in grande difficoltà sul piano economico. «Dovrebbero intervenire le istituzioni per aiutare questi ragazzi che fanno dello sport la loro professione. Ma in questi casi si finisce nel dimenticatoio senza essere tutelati. Le mie riflessioni fatte nelle scorse settimane riguardanti un mondo di furbi che cavalcano i problemi della pandemia hanno trovato riscontro. Quando ci sono certi accadimenti ognuno esce allo scoperto per quello che è» . Parole decise che rendono lo scontro ancora più incandescente.
«E’ la prima volta in 24 anni che mi succede un fatto del genere - racconta -. Nella mia carriera non ho mai fatto questioni di mero denaro. E per questo motivo i soldi che percepirò dalla Torres da questo momento in poi andranno in beneficenza. Mi sono ridotto l'ingaggio del 40% pur di allenare la Torres ed ho avuto l’opportunità di conoscere una città meravigliosa e dei tifosi straordinari. Mariotti uomo ha il dovere, oltre che in campo, di stare vicino ai suoi ragazzi nei momenti dove ne hanno bisogno come adesso».
Mariotti entra nei dettaglio: «Il monte-rimborsi della squadra è uno dei più bassi della serie D. La società è stata assente sin dai primi di marzo, abbiamo invocato più volte un incontro mai arrivato. Noi non abbiamo chiesto mensilità future ma solo i periodi di luglio ed agosto e la prima settimana di marzo».
Il tecnico ha poi stigmatizzato la valanga di insulti piovuta sui giocatori. «Come si può - scrive - in poche ore far passare uno splendido gruppo da un’asta di beneficenza con a fianco i loro nomi ad una massa di traditori e di gente che non ha cuore? I presidenti che hanno pagato sette mesi e sono stati vicini ai ragazzi, sono tutti dei nababbi, oppure hanno avuto un minimo di sensibilità in una situazione così complicata?».
L'appello finale dell'allenatore della Torres si focalizza sui giocatori, alcuni dei quali in grande difficoltà sul piano economico. «Dovrebbero intervenire le istituzioni per aiutare questi ragazzi che fanno dello sport la loro professione. Ma in questi casi si finisce nel dimenticatoio senza essere tutelati. Le mie riflessioni fatte nelle scorse settimane riguardanti un mondo di furbi che cavalcano i problemi della pandemia hanno trovato riscontro. Quando ci sono certi accadimenti ognuno esce allo scoperto per quello che è» . Parole decise che rendono lo scontro ancora più incandescente.
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