«La sua personalità affascinava»
Luigi Peruzzu, alla Dinamo dal 2003: «Nonostante l’età era presentissimo»
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. «Sono arrivato alla Dinamo nell’ultimo periodo della gestione Milia. Per me, che ero alle prime armi in questo ambiente, partire con un personaggio come lui ha rappresentato davvero una bella palestra».
Luigi Peruzzu si muove con disinvoltura nelle stanze dei bottoni biancoblù da 17 anni. L’attuale direttore marketing e relazione esterne del club guidato da Stefano Sardara, dal 2003 a oggi ha attraversato tre diverse epoche gestionali. «La società era composta da pochissime persone – sottolinea Peruzzu, ploaghese trapiantato a Sassari –, e nonostante la sua età la presenza dell’avvocato Milia era assolutamente costante. Ricordo che andavo spesso da lui nella vecchia sede, voleva essere sempre aggiornato su tutto. Tra i suoi figli, a quel tempo Sergio si era già defilato per gli impegni in politica, c’era però Paola ancora attiva. Le altre figure presenti erano un responsabile della contabilità e poi io, che seguivo la biglietteria, la parte amministrativa, i tesseramenti e le richieste di contributi. Mi occupavo anche di trattare i contratti con i giocatori, naturalmente sempre con la supervisione dell’avvocato. La Dinamo era una società che puntava a una salvezza tranquilla, da punto di vista dei ricavi non c’era chiaramente la diversificazione attuale».
Anche per quanto riguarda la parte tecnica, l’avvocato Milia aveva poche persone di fiducia, con le quali intratteneva rapporti costanti. «Mimì Anselmi era il trait d’union tra la dirigenza e la squadra – ricorda Peruzzu – il suo era un ruolo a metà tra il general manager e il team manager. Tanto per fare un esempio, gestiva materialmente anche gli imbarchi dei giocatori in aeroporto».
«Milia nel mondo del basket era davvero un personaggio di spessore – conclude il dirigente biancoblù – conosceva tutti e nonostante l’età, la stanchezza e il fatto che a volte era davvero solo, era sinceramente innamorato del suo giocattolo. Personalmente mi affascinava molto la sua personalità e ricordo con piacere anche certe espressioni d’altri tempi che usava: quando gli serviva una fotocopia, mi diceva “mi faccia una copia fotostatica”». (a.si.)
Luigi Peruzzu si muove con disinvoltura nelle stanze dei bottoni biancoblù da 17 anni. L’attuale direttore marketing e relazione esterne del club guidato da Stefano Sardara, dal 2003 a oggi ha attraversato tre diverse epoche gestionali. «La società era composta da pochissime persone – sottolinea Peruzzu, ploaghese trapiantato a Sassari –, e nonostante la sua età la presenza dell’avvocato Milia era assolutamente costante. Ricordo che andavo spesso da lui nella vecchia sede, voleva essere sempre aggiornato su tutto. Tra i suoi figli, a quel tempo Sergio si era già defilato per gli impegni in politica, c’era però Paola ancora attiva. Le altre figure presenti erano un responsabile della contabilità e poi io, che seguivo la biglietteria, la parte amministrativa, i tesseramenti e le richieste di contributi. Mi occupavo anche di trattare i contratti con i giocatori, naturalmente sempre con la supervisione dell’avvocato. La Dinamo era una società che puntava a una salvezza tranquilla, da punto di vista dei ricavi non c’era chiaramente la diversificazione attuale».
Anche per quanto riguarda la parte tecnica, l’avvocato Milia aveva poche persone di fiducia, con le quali intratteneva rapporti costanti. «Mimì Anselmi era il trait d’union tra la dirigenza e la squadra – ricorda Peruzzu – il suo era un ruolo a metà tra il general manager e il team manager. Tanto per fare un esempio, gestiva materialmente anche gli imbarchi dei giocatori in aeroporto».
«Milia nel mondo del basket era davvero un personaggio di spessore – conclude il dirigente biancoblù – conosceva tutti e nonostante l’età, la stanchezza e il fatto che a volte era davvero solo, era sinceramente innamorato del suo giocattolo. Personalmente mi affascinava molto la sua personalità e ricordo con piacere anche certe espressioni d’altri tempi che usava: quando gli serviva una fotocopia, mi diceva “mi faccia una copia fotostatica”». (a.si.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
