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Il contropiede di Tranquilli: «Il calcio deve avere pazienza»

ROMA. «Io, come medico, devo dire quali sono i rischi, poi le decisioni politiche spettano ad altri. Ma un medico, a prescindere se faccia parte o meno di qualche commissione, deve valutare i rischi...

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ROMA. «Io, come medico, devo dire quali sono i rischi, poi le decisioni politiche spettano ad altri. Ma un medico, a prescindere se faccia parte o meno di qualche commissione, deve valutare i rischi e allora faccio notare che il virus è ancora in circolazione». Il professor Carlo Tranquilli, componente della commissione medica della Figc e direttore dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, commenta così il mancato via libera alla ripresa dal 4 maggio degli allenamenti per il calcio.

«Per la ripresa degli allenamenti degli sport di squadra servono protocolli di sicurezza rigidi - ha detto il ministro Spadafora -. Quello presentato dalla Figc non è in sufficiente, servono approfondimenti necessari che andranno fatti in questi giorni».

Insomma, il dibattito si va facendo incandescente ma Tranquilli, dopo aver ribadito che «non posso decidere io» sottolinea quale sia il ruolo di chi svolge la sua professione. «In questo momento c'è ancora il rischio di contagio - sottolinea -. In una situazione dove sui posti di lavoro dovremo stare a un metro di distanza l'uno dall'altro, e con la mascherina, non mi sembra possibile far riprendere gli sport di contatto come calcio e basket».

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