Tutti contro Spadafora: non vuole che la A riparta
Il mondo del pallone accusa il ministro dello Sport: «Gli atleti vanno trattati tutti allo stesso modo»
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ROMA. Il tempo stringe, ma il pallone resta sgonfio e il malumore lievita, procedendo di pari passo con il timore che il calcio possa non ripartire a breve. L'apprensione è legittima, la preoccupazione pure, proprio mentre gli sport cosiddetti individuali, ovvero le discipline che non prevedono un contatto fisico, sono pronte a riprendersi la ribalta sportiva, rimasta orfana del Dio pallone. E, Nibali, Pellegrini e Tamberi, tornano a sudare, Ronaldo, Ibrahimovic e Immobile restano fermi al palo. Non quelli di una porta, per intenderci.
La Lazio accende la miccia della protesta e va all'attacco. Dal ds Ighli Tare parte un vero e proprio atto d'accusa all'indirizzo del Governo e in particolare del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. «Gli ho sentito dire che bisogna pensare alla tutela della salute, poi però si fa correre la gente nei parchi, anziché nei centri sportivi con le dovute misure. Non so quale sia il suo scopo, di certo non è aiutare il calcio». Tare chiama a raccolta anche Juve e Inter, mentre uno dei 'suoì centrocampisti rincara la dose. A parlare è Marco Parolo, con un passato anche in Nazionale. «Gli atleti - dice - devono essere trattati tutti allo stesso modo. È evidente che qualcuno non vuol far ripartire la Serie A».
Più cauta, e favorevole alla decisione dell'Esecutivo nazionale, la posizione della Federcalcio, attraverso le parole del presidente Gabriele Gravina. «Abbiamo sempre affermato di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni, l'orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo. Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso, perché è seria e responsabile». La Figc, inoltre, ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato tecnico-scientifico, che coadiuva il Governo nella gestione dell'emergenza Covid-19. Gravina ha parlato di «integrazione del rigoroso protocollo», redatto dalla Commissione medico-scientifica, «recependo anche le indicazioni di Fmsi, Coni e Cts». Non un dettaglio.
Il presidente della Federmedici sportivi, Maurizio Casasco, si è detto «pronto e disponibile» a ogni confronto. Chi invece parla di ripresa come antidoto alla depressione dei calciatori «che pensano e vivono di calcio, si allenano, ma se poi non giocano è un problema», è Teo Teocoli. Lo showman, accanito tifoso del Milan e appassionato di calcio, poi aggiunge: «Se fossi un dirigente? Fare progetti ora è inutile e pericoloso. Questa Fase 2 non mi lascia tranquillo».
La Lazio accende la miccia della protesta e va all'attacco. Dal ds Ighli Tare parte un vero e proprio atto d'accusa all'indirizzo del Governo e in particolare del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. «Gli ho sentito dire che bisogna pensare alla tutela della salute, poi però si fa correre la gente nei parchi, anziché nei centri sportivi con le dovute misure. Non so quale sia il suo scopo, di certo non è aiutare il calcio». Tare chiama a raccolta anche Juve e Inter, mentre uno dei 'suoì centrocampisti rincara la dose. A parlare è Marco Parolo, con un passato anche in Nazionale. «Gli atleti - dice - devono essere trattati tutti allo stesso modo. È evidente che qualcuno non vuol far ripartire la Serie A».
Più cauta, e favorevole alla decisione dell'Esecutivo nazionale, la posizione della Federcalcio, attraverso le parole del presidente Gabriele Gravina. «Abbiamo sempre affermato di voler ripartire quando ci sarebbero state le condizioni, l'orizzonte prospettato dal Governo ci consente di farlo. Siamo convinti della strada che abbiamo intrapreso, perché è seria e responsabile». La Figc, inoltre, ha chiesto di essere ascoltata dal Comitato tecnico-scientifico, che coadiuva il Governo nella gestione dell'emergenza Covid-19. Gravina ha parlato di «integrazione del rigoroso protocollo», redatto dalla Commissione medico-scientifica, «recependo anche le indicazioni di Fmsi, Coni e Cts». Non un dettaglio.
Il presidente della Federmedici sportivi, Maurizio Casasco, si è detto «pronto e disponibile» a ogni confronto. Chi invece parla di ripresa come antidoto alla depressione dei calciatori «che pensano e vivono di calcio, si allenano, ma se poi non giocano è un problema», è Teo Teocoli. Lo showman, accanito tifoso del Milan e appassionato di calcio, poi aggiunge: «Se fossi un dirigente? Fare progetti ora è inutile e pericoloso. Questa Fase 2 non mi lascia tranquillo».
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