«Ecco le linee guida per ricominciare»
Sul tavolo del Governo un rapporto di oltre 400 pagine preparato dal Politecnico di Torino per conto del Coni
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ROMA. Quattrocentoquattro pagine per aiutare il Governo a decidere. «Lo sport riparte in sicurezza»: è questo il titolo del rapporto che il Politecnico di Torino ha sviluppato con il Coni e il Comitato Paralimpico per consentire a tutte le 387 discipline sportive di uscire dall'emergenza Covid-19 non appena arriveranno le autorizzazioni da Palazzo Chigi. «Ognuno protegge tutti» è la sintesi dell'iniziativa che gli ingegneri torinesi, sulla base delle indicazioni ricevute dalle Federazioni, dalle discipline sportive e dagli Enti di promozione, tramite il Coni, hanno realizzato certificando i diversi fattori di rischio delle singole attività sportive e che da domenica è sulla scrivania del Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. In questa fase è stato chiesto a tutte le federazioni di procedere con un «self assessment» (ovvero un'autovalutazione) indicando per ogni singola voce, applicata a ciascuna specialità sportiva in relazione al luogo di pratica e alla natura dell'evento (allenamento o gara) il relativo fattore di rischio. Il documento ha lo scopo di fornire indicazioni e azioni di mitigazione per accompagnare la ripresa a seguito del lockdown, analogo a quanto l'Inail ha realizzato per la cosiddetta Colao elencando i rischi delle attività economiche (Ateco).
Per lo sport indicazioni e azioni di mitigazione dovranno essere declinate per la fase agonistica in una successiva fase, in virtù delle specificità proprie di ciascuna disciplina. Al momento queste linee guida valgono unicamente per gli operatori sportivi (atleti, allenatori, ufficiali di gara) da osservare con carattere temporaneo e strettamente legate alla fase di emergenza, sebbene alcune potranno essere utili anche ad emergenza superata. La metodologia di lavoro si è basata su rilevanze tecnico-scientifiche, necessarie per l'analisi accurata delle attività che si svolgono in un sito sportivo, del personale che vi opera, dell’organizzazione, del layout del sito, alla luce del modello sportivo organizzativo italiano facente capo al Coni e al Comitato Paralimpico.
Ne è venuto fuori un documento di 404 pagine comprensivo di tanti allegati tra cui il protocollo di screening ad hoc e le raccomandazioni della Federmedici sportivi. Tra gli sport meno rischiosi si trovano vela (ma solo in barche con equipaggio singolo), ginnastica artistica (ma non la ritmica), equitazione, golf e tennis. Tutti gli sport di contatto e di squadra invece figurano nelle categorie medio alte nei coefficienti di contagio. Per ognuno figurano comunque i consigli per riprendere in sicurezza. Nel tennis ad esempio per giocare un match singolare vengono suggeriti gli occhiali per evitare contatto occhi-mani, panchine separate, palline personali, ed evitare la contemporaneità a rete. Più facile l'allenamento a patto che si mantengano le distanze interpersonali tra maestro e atleta. Più complicate judo e scherma (anche nell'allenamento con i maestri) mentre nel tiro con l'arco basta rispettare la distanza interpersonale. Completamente diverso il discorso sugli sport di squadra per i cui allenamenti sono indicate formazioni di gruppi chiusi e costanti mantenendo distanze interpersonali. L’uscita dall’emergenza è ancora molto lontana.
Per lo sport indicazioni e azioni di mitigazione dovranno essere declinate per la fase agonistica in una successiva fase, in virtù delle specificità proprie di ciascuna disciplina. Al momento queste linee guida valgono unicamente per gli operatori sportivi (atleti, allenatori, ufficiali di gara) da osservare con carattere temporaneo e strettamente legate alla fase di emergenza, sebbene alcune potranno essere utili anche ad emergenza superata. La metodologia di lavoro si è basata su rilevanze tecnico-scientifiche, necessarie per l'analisi accurata delle attività che si svolgono in un sito sportivo, del personale che vi opera, dell’organizzazione, del layout del sito, alla luce del modello sportivo organizzativo italiano facente capo al Coni e al Comitato Paralimpico.
Ne è venuto fuori un documento di 404 pagine comprensivo di tanti allegati tra cui il protocollo di screening ad hoc e le raccomandazioni della Federmedici sportivi. Tra gli sport meno rischiosi si trovano vela (ma solo in barche con equipaggio singolo), ginnastica artistica (ma non la ritmica), equitazione, golf e tennis. Tutti gli sport di contatto e di squadra invece figurano nelle categorie medio alte nei coefficienti di contagio. Per ognuno figurano comunque i consigli per riprendere in sicurezza. Nel tennis ad esempio per giocare un match singolare vengono suggeriti gli occhiali per evitare contatto occhi-mani, panchine separate, palline personali, ed evitare la contemporaneità a rete. Più facile l'allenamento a patto che si mantengano le distanze interpersonali tra maestro e atleta. Più complicate judo e scherma (anche nell'allenamento con i maestri) mentre nel tiro con l'arco basta rispettare la distanza interpersonale. Completamente diverso il discorso sugli sport di squadra per i cui allenamenti sono indicate formazioni di gruppi chiusi e costanti mantenendo distanze interpersonali. L’uscita dall’emergenza è ancora molto lontana.
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