brasiliani pallamano masia foto su una collonna
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Nel primo anno nella massima serie del campionato di pallamano maschile, La Raimond dei successi ha potuto contare su due marcantoni brasiliani, Felipe Braz e Alan Pereira. Oltre al fisico e alla tecnica, si sono rivelati ottimi atleti e seri professionisti, infatti sono stati confermati per la prossima stagione. Ma come si sono ambientati i due carioca in un ambiente come quello sassarese e soprattutto come stanno trascorrendo questo periodo di lockdown? Braz “E’ una situazione molto complicata dato che sono molto distante dalla mia famiglia in un periodo così difficile, per un atleta professionista bloccato dentro un appartamento non è per niente facile, dove è costretto ad allenarsi tutti i giorni in piccoli spazi arrangiandosi pur di non rimanere fermo invece di andare in palestra per giocare a pallamano. Pereira “Questo periodo a casa è un po'difficile, è una situazione che non immaginavamo mai di dover attraversare. D'altra parte questo mi permette di giocare molto con mia figlia Bianca, ogni giorno quando alzo i miei pensieri è sempre positivo che questa situazione finisca presto e con ciò possiamo tornare alla vita normale, con allenamenti, partite, vedere i miei amici di squadra, il mio allenatore. D - Com'è invece la situazione coronavirus in Brasile ed esattamente nella zona dove abitano i tuoi familiari? Braz “La mia famiglia vive in una piccola città dove per fortuna non ci sono casi di covid, sono rimasti comunque due settimane in quarantena, ma ora il governo ha deciso di abolire il lockdown. Per i miei genitori, è molto difficile avere un figlio dall'altra parte del mondo. Pereira “Grazie a Dio nella mia città non ci sono stati casi, ma nelle città vicine aumentano ogni giorno. Oggi in Brasile abbiamo oltre 60 mila casi e più di 4 mila morti, questo ci preoccupa molto perché i miei genitori e i miei suoceri sono in età di rischio. D- Come ti sei trovato a Sassari? Braz "All'inizio è stato difficile a causa della lingua, poi ho imparato ad arrangiarmi grazie ai miei amici e compagni sassaresi. Sassari mi piace, la vicinanza del mare mi ricorda molto casa mia. La mia vita è cambiata molto, mi sono fidanzato con Cinzia, una ragazza di Sassari, gioca anche lei a pallamano. La cucina è buona, amo la pizza e la carbonara (che mi cucina Cinzia), ma soffro di saudade per il “churrasco” brasiliano. Il mio tempo libero lo passo a leggere e giocare alla Play, ma quando posso preferisco andare a mangiare un bel gelato in spiaggia”. Pereira “All'inizio mi sentivo un po'perso, mi allenavo ma per questioni burocratiche non potevo giocare, mi sentivo male perché non potevo aiutare la mia squadra. Oggi sto molto bene e con l'arrivo di mia moglie Mayara e mia figlia Bianca, mi sento più a mio agio, più rilassato e più fiducioso. Anche le donne di casa si stanno ambientando bene, iniziano a capire la lingua e fare amicizie. Sassari è molto simpatica, le persone sono accoglienti, allegre e divertenti, sempre pronte ad aiutarti. Certo, poi la carne arrosto dai noi è un altre cosa…” D- Dai un giudizio a questa stagione sportiva e cosa vedi in prospettiva Braz “Ero reduce da un intervento al ginocchio, avevo un po’ di timore, poi ho preso sicurezza e spensieratezza, sento di aver raggiunto l’obbiettivo che richiedeva il mio allenatore e la squadra, e penso di aver migliorato le mie prestazioni aiutando di più il mio team. La società Raimond è molto organizzata e strutturata, offre ogni bene che necessità ad un atleta. É un bel progetto, sono entusiasta di farne parte e sono sicuro che giocando un altro anno insieme ai miei compagni possiamo puntare allo scudetto”. Pereira “Il mio voto è 10, nessuno credeva in noi, siamo arrivati al quarto posto classifica con un continuo crescendo. Merito delle squadra ma anche della società che è stata grande sotto ogni aspetto. Spero di rimanere a Sassari ancora per tanto tempo, voglio aiutarla a portarla in alto e spero di continuare a scommettere contro il DS Andrea Giordo, perde sempre e sistematicamente deve pagare da bere a tutta la squadra (ride)” Sergio Masia
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