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presidente federvela casano il testo si prende anche la scheda a fianco
CAGLIARI. Marta Maggetti e Carlo Ciabatti a Cagliari sulla tavola olimpica Rs:x, i galluresi Matteo Paulon e Cesare Barabino al timone della deriva Laser. Sono solo alcuni dei velisti che oggi...
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CAGLIARI. Marta Maggetti e Carlo Ciabatti a Cagliari sulla tavola olimpica Rs:x, i galluresi Matteo Paulon e Cesare Barabino al timone della deriva Laser. Sono solo alcuni dei velisti che oggi potrebbero scendere in campo, o meglio in acqua, con l'allentamento delle restrizioni legate all'emergenza del coronavirus anche in base alla nuova ordinanza regionale del governatore Solinas, dopo l'avvio della "fase 2" emanata dal presidente del Governo, Conte.
L'azzurra Maggetti, al di là dell'ordinanza regionale, poteva già iniziare gli allenamenti in quanto atleta di interesse nazionale inserita dalla Federazione vela in un elenco speciale che comprende diciotto velisti, che hanno partecipato lo scorso febbraio al campionato del mondo delle classi olimpiche disputato nelle acque di Melbourne, in Australia.
E la vela, soprattutto quella che si pratica in singolo, potrebbe già fare da apripista alle quasi quattrocento discipline sportive nelle quali figura tra le più sicure: si pratica all'aria aperta senza contatto contrariamente alle discipline di gruppo o di squadra.
Secondo il report del Politecnico di Torino "Lo sport riparte in sicurezza", studio sviluppato con il Coni e il Comitato Paralimpico, presentato al ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, che dovrebbe già essere in corso di validazione, per garantire adeguati livelli di tutela della salute e sicurezza: «In attesa del protocollo approvato dal ministro dello Sport e delle nuove aperture, per ora dobbiamo accontentarci dei velisti che praticano la disciplina in singolo – dice Massimo Cortes, presidente della Terza zona, la Federvela sarda (quasi settemila tesserati) – ma alcuni di loro dovranno fare i conti anche con la realtà dei loro circoli di appartenenza, aperti dall'ordinanza regionale ma non ancora pronti per mettere in regola i locali e gli ambienti, che devono essere sanificati dopo ogni allenamento degli atleti. Restiamo in attesa di riprendere l'attività, non solo quella agonista ma soprattutto quella relativa alle scuole vela, un settore conta un numero notevole di allievi e istruttori, che in questi due mesi di lockdown ha subito notevoli danni economici».
Sogna di poter ritornare a vedere un mare di vele, come in tempi anteriori all'emergenza Covid-19, la Sardegna, che può contare su una flotta robusta composta soprattutto di derive singole, come le tavole, i kitesurf, i piccoli O'pen skiff e Optimist e i Laser ( Standard, Radial e 4.7), le imbarcazioni più diffuse nell'isola, dove in queste ultime stagioni si sono messi in evidenza sia a livello nazionale e internazionale i timonieri dei circoli della Gallura come gli Yacht Club di Cannigione e Olbia.
Sergio Casano
L'azzurra Maggetti, al di là dell'ordinanza regionale, poteva già iniziare gli allenamenti in quanto atleta di interesse nazionale inserita dalla Federazione vela in un elenco speciale che comprende diciotto velisti, che hanno partecipato lo scorso febbraio al campionato del mondo delle classi olimpiche disputato nelle acque di Melbourne, in Australia.
E la vela, soprattutto quella che si pratica in singolo, potrebbe già fare da apripista alle quasi quattrocento discipline sportive nelle quali figura tra le più sicure: si pratica all'aria aperta senza contatto contrariamente alle discipline di gruppo o di squadra.
Secondo il report del Politecnico di Torino "Lo sport riparte in sicurezza", studio sviluppato con il Coni e il Comitato Paralimpico, presentato al ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, che dovrebbe già essere in corso di validazione, per garantire adeguati livelli di tutela della salute e sicurezza: «In attesa del protocollo approvato dal ministro dello Sport e delle nuove aperture, per ora dobbiamo accontentarci dei velisti che praticano la disciplina in singolo – dice Massimo Cortes, presidente della Terza zona, la Federvela sarda (quasi settemila tesserati) – ma alcuni di loro dovranno fare i conti anche con la realtà dei loro circoli di appartenenza, aperti dall'ordinanza regionale ma non ancora pronti per mettere in regola i locali e gli ambienti, che devono essere sanificati dopo ogni allenamento degli atleti. Restiamo in attesa di riprendere l'attività, non solo quella agonista ma soprattutto quella relativa alle scuole vela, un settore conta un numero notevole di allievi e istruttori, che in questi due mesi di lockdown ha subito notevoli danni economici».
Sogna di poter ritornare a vedere un mare di vele, come in tempi anteriori all'emergenza Covid-19, la Sardegna, che può contare su una flotta robusta composta soprattutto di derive singole, come le tavole, i kitesurf, i piccoli O'pen skiff e Optimist e i Laser ( Standard, Radial e 4.7), le imbarcazioni più diffuse nell'isola, dove in queste ultime stagioni si sono messi in evidenza sia a livello nazionale e internazionale i timonieri dei circoli della Gallura come gli Yacht Club di Cannigione e Olbia.
Sergio Casano
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