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Bundesliga e Premier hanno fretta In settimana il verdetto definitivo

Bundesliga e Premier hanno fretta In settimana il verdetto definitivo

ROMA. Incertezze, polemiche, timori. Chi tenta qualche passo avanti si trova comunque difronte un orizzonte oscuro. I campionati affrontano le difficoltà dettate dalle rispettive realtà. La Germania...

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ROMA. Incertezze, polemiche, timori. Chi tenta qualche passo avanti si trova comunque difronte un orizzonte oscuro. I campionati affrontano le difficoltà dettate dalle rispettive realtà. La Germania sembrava la più vicina al via. Ma a raffreddare gli entusiasmi è arrivata la notizia che i risultati dei primi test a tappeto sui giocatori hanno rivelato 10 casi di positività tra Bundesliga e Seconda divisione. Un dato che peserà sulla decisione che domani verrà presa dalla cancelliera Angela Merkel, quando si pronuncerà sulle modalità della ripresa, ovviamente a porte chiuse. I club sperano di tornare in campo il 16 maggio.

Il calcio francese è l'unico dei quattro grandi ad essersi ufficialmente arreso per questa stagione. Ed i 40 club di Ligue 1 e Ligue 2, riunitisi in assemblea generale, hanno sottoscritto un prestito collettivo, garantito dallo Stato che coprirà parte dei crediti eventualmente non restituiti. Denaro che dia ossigeno alle casse, soffocate dal coronavirus.

In Inghilterra rischia di affondare ancor prima del varo il cosiddetto «Project Restart», il piano per tornare a giocare entro la metà di giugno. In attesa di conoscere, giovedì, le linee guida della “Fase 2” dell'emergenza sanitaria, a mettersi di traverso sono i cinque-sei club - Brighton in testa - in lotta per non retrocedere dalla ricca Premier League. Non accettano l'idea di doversi guadagnare la salvezza in campo neutro, lontano dagli stadi amici. Sul fronte opposto le società più titolate, che vogliono disputare le rimanenti 92 partite. Ci sono in gioco l'accesso alle coppe europee ed i soldi dei diritti televisivi.

In Spagna da ieri i giocatori della Liga possono allenarsi individualmente, ma solo se i centri sportivi sono stati sanificati e con test negativi. Non tutti i club sono ancora pronti a rispettare le condizioni, quindi la ripresa è scaglionata. L'associazione dei calciatori ha chiesto al governo di essere esplicito su cosa accadrebbe in caso di nuove positività. Inoltre una pausa di tre giorni tra un incontro e l'altro e niente partite se la temperatura supera i 32 gradi.



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