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il ricordo di mattarella a 20 anni dalla morte 

«Bartali simbolo dell’Italia e della rinascita»

«Bartali simbolo dell’Italia e della rinascita»

FIRENZE. «Il nome di Gino Bartali, campione e leggenda del ciclismo italiano, è iscritto a grandi caratteri nella storia dello sport nazionale e rappresenta uno dei simboli dell'Italia del dopoguerra»...

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FIRENZE. «Il nome di Gino Bartali, campione e leggenda del ciclismo italiano, è iscritto a grandi caratteri nella storia dello sport nazionale e rappresenta uno dei simboli dell'Italia del dopoguerra» ma «sarà ricordato anche come Giusto tra le Nazioni per il coraggioso e silenzioso impegno nella rete di salvataggio, costruita dall'Arcivescovo e dal Rabbino di Firenze, che consentì a centinaia di cittadini di religione ebraica di sottrarsi alla persecuzione e alla deportazione».

Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con un messaggio, ricorda, a 20 anni dalla scomparsa, Gino Bartali, sottolineando che «la discrezione con cui negli anni ha custodito un'impresa di così grande valore umano rende ancora più onore alla sua memoria».

«La Repubblica - afferma inoltre Mattarella - lo ricorda, a vent'anni dalla scomparsa, come un atleta di straordinario valore, ma anche come un testimone di quello spirito di solidarietà, di sacrificio, di dedizione che ha rilanciato il Paese agli occhi del mondo». Il Capo dello Stato nel suo messaggio ha anche evidenziato che «le imprese di Bartali al Giro d'Italia, al Tour de France, nelle grandi classiche internazionali, hanno suscitato entusiasmo tra gli italiani e rafforzato le loro speranze anche in momenti molto difficili».

Ieri Firenze ha reso omaggio al campione con una cerimonia al cimitero di Ponte a Ema, dove è sepolto, cui hanno partecipato gli assessori allo sport e alla cultura del Comune, Cosimo Guccione e Alessandro Martini, l'associazione “Amici del museo dei ciclismo”, dedicata proprio a Bartali, col presidente Maurizio Bresci. «Lui è uno degli italiani a cui dobbiamo guardare in questo momento così tragico per il nostro Paese - ha detto l'assessore Guccione - Bartali sapeva che nella vita e nello sport, tanto più uno sport come il suo, nessuno ti regala nulla, tutto quello che puoi vincere te lo devi guadagnare col sudore, la fatica, il lavoro, la determinazione. A lui va il nostro ennesimo grazie. L'assessore Martini ha detto che «Bartali è qualcosa di più di uno dei grandi del ciclismo italiano. Rappresenta ancora oggi un esempio di impegno civile e di spirito solidale con gli altri, in particolare modo con chi è in difficoltà».

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