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Biancoverde, poi rosa e anche grigioamaranto ma l’anima è biancoblù

di ANDREA SINI
Biancoverde, poi rosa e anche grigioamaranto ma l’anima è biancoblù

Dalle scelte cromatiche legate al main sponsor sino al marketing In sessant’anni i tifosi ne hanno visto davvero di tutti i colori 

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Prima rarissime, aderentissime, fatte per essere indistruttibili. Poi ipertecnologiche, ipertraspiranti, ipercommerciali, parte integrante del progetto di sostegno a livello economico. E pazienza se con i colori c’è un po’ da perdere la testa, tra le vecchie “esigenze di sponsor” e le moderne leggi del marketing.

Le divise da gioco rappresentano da sempre un elemento cardine del rapporto tra la squadra e i propri tifosi, e tra l’espressione puramente agonistica del gioco e l’immaginario collettivo. Se nel calcio la maglia e i relativi colori sono stati “sconsacrati” solo in anni recenti, sacrificati al dio denaro, nel basket questa flessibilità è sempre esistita, con i club che oltre a portare il nome dello sponsor erano soliti seguirne anche le caratteristiche a livello cromatico.

Da questo punto di vista, i tifosi della Dinamo ne hanno visto davvero di tutti i colori: dal biancoblù, colore originario del club sin dal 1960, al biancoverde mutuato dal Banco di Sardegna, che ha accompagnato tutta l’epopea degli anni Novanta in serie A2 e anche oltre. A riportare la Dinamo al “suo” biancoblù ci pensò la famiglia Mele, ma nel frattempo i tifosi avevano avuto modo di conoscere il giallorosso targato Olio Berio, il biancorosso della Sella&Mosca e l’affascinante grigioamaranto della Banca Popolare di Sassari e della Numera, utilizzato per tutta la seconda metà degli anni Ottanta.

Poi è arrivata l’era del marketing, che drena nelle casse societarie risorse economiche fondamentali, e che ha alle spalle studi, strategie e investimenti importanti. Con l’avvento dell’era Sardara, la Dinamo ha continuato a indossare il classico biancoblù (a confezionare le divise è l’azienda cagliaritana Eye Sport), ma da tre stagioni a questa parte la società sassarese ha preso l’abitudine di produrre maglie speciali per certi eventi e, in particolare, a indossare colori diversi per le gare di coppa: in particolare, la divisa retrò biancoverde (“testata” in un match delle Legends, apprezzata dal pubblico e quindi promossa), diventata ormai di utilizzo abituale nelle gare interne di Europe Cup e Champions League. Senza escludere ulteriori sperimentazioni per la versione da trasferta, passata a un insolito verde acido.

Da ricordare, tra le varie “special edition”, la divisa rosa in onore del centesimo Giro d’Italia, utilizzata nella Final Eight di Coppa Italia 2017, e quella che riportava i nomi di tutti gli abbonati della stagione 2010-’11.

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