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Mercato, Tv, sponsor: la Dinamo non si ferma

di Mario Carta
Mercato, Tv, sponsor: la Dinamo non si ferma

Non si gioca per lo stop dovuto all’emergenza sanitaria, ma l’attività ferve Luigi Peruzzu: «Lavoriamo anche la domenica, siamo pronti a ripartire» 

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SASSARI. Campionato fermo, stoppato, bloccato. Concluso, terminato. Senza playoff, senza scudetto assegnato. Con la Virtus Bologna al primo posto e la Dinamo Banco di Sardegna Sassari subito dietro, nella stagione 2019-2020 e negli annali del basket italiano, che vede i sassaresi vincitori della SuperCoppa. Ma nonostante il pallone non rimbalzi più da mesi, la Dinamo non si ferma. Non i giocatori, che si tengono in forma ciascuno a casa propria, non soprattutto la società. Che, anzi, di questi tempi si dà ancor di più da fare. Ne è buon testimone Luigi Peruzzu, direttore marketing e relazioni esterne del club di via Roma.

«Sarebbe stato pieno periodo di playoff, invece... È cambiato radicalmente tutto, ma la Dinamo per sua natura non si ferma – spiega Peruzzu – e non si è mai fermata, in tutte le sue realtà. La nostra priorità, in sinergia con La Nuova Sardegna e il Banco di Sardegna, è stata quella di attivare la Fondazione per la raccolta fondi per gli ospedali. Siamo quasi a quota un milione di euro. Ma anche la nostra macchina amministrativa non ha conosciuto soste, come in ogni azienda che voglia funzionare».

A partire da DinamoTv. Il sessantesimo compleanno della società, il 23 aprile, è stato l’occasione per verificare la straordinaria tenuta di questo strumento, che la Dinamo ormai gestisce con sempre più alta professionalità, fra qualità e quantità di assoluto livello. Slittate la mostra di maglie e cimeli e la partita fra Dinamo Legends e la Nazionale italiana del Poz argento ad Atene, i canali social biancoblù hanno lavorato a mille, moltiplicando i consensi. La Dinamo ha anche approfittato del particolare momento per perfezionare la sua sezione dedicata alle formazioni storiche, dagli anni 60. «Non so quanti club – prsegue Peruzzu –, fra calcio e basket siano così precisi, ma noi ne siamo orgogliosi. Come lo siamo delle trasmissioni che abbiamo prodotto quotidianamente. Sullo schermo di DinamoTv si vedono due persone ma dietro ce ne sono tante altre. Per contattare i circoli dei sardi a New York e in Argentina, gli aspetti grafici, la ricerca d’archivio, le inserzioni».

DinamoTv sta producendo numeri importantissimi ed è fondamentale per un aspetto, quello degli sponsor. Ancora Peruzzu: «Il palazzetto è chiuso ma la visibilità è comunque garantita. In questo periodo stiamo dialogando con tutti. Ripartiremo, ma i nostri sponsor restano vivi, con la Dinamo». Che pensa anche agli aspetti sportivi, a partire dal mercato: «Presidente, gm, staff tecnico stanno costruendo l’idea della nuova squadra. Sardara è impegnatissimo sul fronte istituzionale con Lega, Federazione e governo. Guardiamo al futuro, a quando si ripartirà». In ottobre? A porte aperte o chiuse? «Seguiamo anche questi aspetti, siamo in contatto quotidiano fra di noi, anche di domenica – spiega ancora Luigi Peruzzu –. Lavorano sodo anche l’ufficio marketing e comunicazione. Dovremo adeguarci agli inevitabili cambiamenti. Un danno economico c’è stato, si capirà strada facendo quanto grande, ma si sta provvedendo anche agli indispensabili accorgimenti».

Impossibile approfittare dello stop per accelerare i lavori di ampliamento del PalaSerradimigni, perché anche la burocrazia e le imprese pagano la situazione, e si ragiona in maniera sempre più stringente sul mercato, aspettando certezze. In Italia, e in Europa. «Siamo fermi alla scorsa stagione. Adesso bisognerà vedere anche qui come e quando si potrà ripartire, come ci si potrà muovere da una nazione all’altra... Restiamo alla finestra, – spiega Peruzzu – , certi di essere parte attiva. Diremo la nostra, come sempre, poi decideranno federazioni e Fiba, di concerto. Noi non ci siamo fermati per un solo istante, su tutti i fronti. Anche sul mercato certo, che propone diverse... novità legate all’emergenza sanitaria. In una nazione non si tornerà a giocare presto? Dove andranno quei giocatori? E poi, l’incognita economica. La pandemia lascerà strascichi anche sotto questo aspetto, e i procuratori ne terranno conto. Ma ancora è presto, neanche Barcellona e Cska sono in grado di dire “in cinque giorni chiudo la squadra”. Ci sono talmente attori coinvolti... poi, magari stavolta il mercato si chiuderà un po’ prima, ma non è affatto detto».

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