Tossi proietta la Torres nel 2021
di Sandra Usai
Serie D. Il ds rossoblù archivia le polemiche e l’emergenza Covid e guarda già alla prossima stagione
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SASSARI. Il tempo delle decisioni continua a dilatarsi, un'altra settimana è trascorsa e il calcio Dilettanti rimane sempre in attesa di notizie sulla stagione. Anche se ormai davvero in pochi credono che si possa tornare a giocare per concludere il campionato di serie D, stoppato a 8 turni dalla fine. Non sembra crederci la Torres e infatti il suo direttore sportivo, Vittorio Tossi, mette nel passato quanto è stato fatto da settembre al primo giorno di marzo e guarda al futuro, cioè alla nuova annata. «Dispiace non aver potuto portare a termine quella che per noi si stava rivelando una bella avventura. Eravamo pronti ad affrontare il rush finale, in un clima positivo e con la squadra in crescita, e all'improvviso c'è caduto il cielo addosso. Lo stop ci ha destabilizzato e penso che ormai nessun campionato riuscirà a ripartire: troppe incertezze e troppi accorgimenti da prendere, che il mondo dei dilettanti non può permettersi. Mi aspetto nei prossimi giorni il comunicato di chiusura definitiva. La serie C ha già preso atto dell'impossibilità di andare avanti e si è arresa, altre categorie la seguiranno».
La serrata può però costituire, secondo il diesse rossoblù, «una grande occasione da sfruttare, per rivedere finalmente tante cose e procedere a una profonda riforma del sistema calcio, che elimini le troppe scorciatoie esistenti. Il nostro pallone ha bisogno di cucirsi addosso un nuovo abito, più adeguato ai tempi e alle nuove esigenze, con società più strutturate e organizzate e con ruoli più precisi al loro interno».
Dunque si lavora già per il prossimo campionato? «Le società di calcio – spiega Tossi – sono diventate vere e proprie aziende, programmare è vitale, si deve sempre essere operativi. Nel mio ruolo non ci sono tempi morti e io sono sempre al lavoro per migliorare la Torres, che ho ritrovato un anno fa». Ma quale Torres? La contrapposizione emersa (a sorpresa) nelle scorse settimane per questioni economiche tra squadra e società, materia su cui ufficialmente nessuno degli interessati vuole esprimersi, porta a pensare che difficilmente il gruppo, mister compreso, che tanto bene ha fatto in questa stagione potrà vestire il rossoblù anche nella prossima. Il presidente Sechi era stato possibilista («non è detto che si debba cambiare tutto», aveva dichiarato nei giorni scorsi) e anche Tossi, pur non volendo entrare nelle pieghe dell'argomento, non è drastico nelle sue parole. «Tutti si chiedono se la squadra è da rifare, ma al momento non si chiude la porta a nessuno. Se ne dovrà parlare in società, è una situazione che va analizzata e in un modo o nell'altro andrà sistemata. Puntando sempre al meglio per la Torres, che non meritava il clamore di quanto è successo. Sono rimasto molto deluso anch'io. Ricordo comunque che fino al 30 giugno sono tutti tesserati. Dopo si vedrà». Il capitolo roseo è quello in chiave sociale, con i fondi ricavati dall'asta delle maglie torresine (oltre ottomila euro) consegnati alla mensa e al centro diurno della parrocchia di San Vincenzo. Un'altra bella testimonianza di solidarietà del popolo rossoblù verso la città.
La serrata può però costituire, secondo il diesse rossoblù, «una grande occasione da sfruttare, per rivedere finalmente tante cose e procedere a una profonda riforma del sistema calcio, che elimini le troppe scorciatoie esistenti. Il nostro pallone ha bisogno di cucirsi addosso un nuovo abito, più adeguato ai tempi e alle nuove esigenze, con società più strutturate e organizzate e con ruoli più precisi al loro interno».
Dunque si lavora già per il prossimo campionato? «Le società di calcio – spiega Tossi – sono diventate vere e proprie aziende, programmare è vitale, si deve sempre essere operativi. Nel mio ruolo non ci sono tempi morti e io sono sempre al lavoro per migliorare la Torres, che ho ritrovato un anno fa». Ma quale Torres? La contrapposizione emersa (a sorpresa) nelle scorse settimane per questioni economiche tra squadra e società, materia su cui ufficialmente nessuno degli interessati vuole esprimersi, porta a pensare che difficilmente il gruppo, mister compreso, che tanto bene ha fatto in questa stagione potrà vestire il rossoblù anche nella prossima. Il presidente Sechi era stato possibilista («non è detto che si debba cambiare tutto», aveva dichiarato nei giorni scorsi) e anche Tossi, pur non volendo entrare nelle pieghe dell'argomento, non è drastico nelle sue parole. «Tutti si chiedono se la squadra è da rifare, ma al momento non si chiude la porta a nessuno. Se ne dovrà parlare in società, è una situazione che va analizzata e in un modo o nell'altro andrà sistemata. Puntando sempre al meglio per la Torres, che non meritava il clamore di quanto è successo. Sono rimasto molto deluso anch'io. Ricordo comunque che fino al 30 giugno sono tutti tesserati. Dopo si vedrà». Il capitolo roseo è quello in chiave sociale, con i fondi ricavati dall'asta delle maglie torresine (oltre ottomila euro) consegnati alla mensa e al centro diurno della parrocchia di San Vincenzo. Un'altra bella testimonianza di solidarietà del popolo rossoblù verso la città.
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