Anche gli arbitri vogliono garanzie
Allenamenti solitari e idea-ritiro, i “fischietti” restano in attesa di indicazioni
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ROMA. Sono parte integrante della macchina calcio, ma nei protocolli per far ripartire il campionato la figura dell'arbitro non compare. Co-protagonisti dello spettacolo pallone i “fischietti” d'Italia aspettano di capire come, quando e se ci sarà la tanto agognata ripartenza. E resta in attesa di sapere cosa il Governo deciderà dal 18 maggio e quale sarà il protocollo sanitario destinato ai direttori di gara in vista dell'eventuale ripresa del campionato. Nel frattempo, in questi due mesi di lockdown gli arbitri hanno continuato ad allenarsi individualmente, come qualsiasi privato cittadino, e ora sono pronti a sottoporsi a tutti i test necessari appena ci sarà il via libera.
Da questo punto di vista sarebbe importante poter tornare a Coverciano, dove eseguire controlli, tamponi, esami cardiaci. Ma la casa degli azzurri, dai primi di aprile è stata messa a disposizione dalla Federcalcio a quei cittadini guariti dal Covid-19 ma ancora positivi al tampone, che devono osservare l'isolamento domiciliare.
Ma soprattutto gli arbitri aspettano di capire se ci siano i margini per una ripartenza della stagione sportiva, seppure oltre il 30 giugno ed entro il 2 agosto, come auspicato dalla Uefa. Il designatore Rizzoli sta valutando una serie di cose, anche quella di far cadere le preclusioni delle città. In campo poi sono tutti nella stessa barca, arbitro, assistenti, calciatori e allenatori. La cosa fondamentale è garantire la sicurezza, la certezza deve essere che chi partecipa alla partita, sia arbitro che giocatori e allenatori siano negativi perché basta poco per il contagio.
Da questo punto di vista sarebbe importante poter tornare a Coverciano, dove eseguire controlli, tamponi, esami cardiaci. Ma la casa degli azzurri, dai primi di aprile è stata messa a disposizione dalla Federcalcio a quei cittadini guariti dal Covid-19 ma ancora positivi al tampone, che devono osservare l'isolamento domiciliare.
Ma soprattutto gli arbitri aspettano di capire se ci siano i margini per una ripartenza della stagione sportiva, seppure oltre il 30 giugno ed entro il 2 agosto, come auspicato dalla Uefa. Il designatore Rizzoli sta valutando una serie di cose, anche quella di far cadere le preclusioni delle città. In campo poi sono tutti nella stessa barca, arbitro, assistenti, calciatori e allenatori. La cosa fondamentale è garantire la sicurezza, la certezza deve essere che chi partecipa alla partita, sia arbitro che giocatori e allenatori siano negativi perché basta poco per il contagio.
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