Guidi e Secci sognano nuovi traguardi: «Vincere il tricolore»
di Fabio Fresu
Nuoto in acque libere, i due campioni pronti a ricominciare Entrambi tornano ad allenarsi dopo lo stop legato al virus
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SASSARI. Ripartirà dal campionato italiano di nuoto in acque libere l’attività agonistica natatoria in Sardegna? La domanda è lecita, perché le gare della Federnuoto sono sospese su tutto il territorio fino al 31 luglio. Ma il fatto che il torneo tricolore dedicato a coloro che amano le bracciate in assenza di corsie sia previsto per fine settembre, e quello che le piscine, dopo un primissimo assaggio nei giorni scorsi dedicato agli atleti di interesse nazionale, siano pronte a riaprire dal 25 maggio, porta a vedere il prossimo futuro della disciplina in maniera più ottimistica.
Intanto qualcuno ha già ripreso confidenza con l’acqua clorata come il cagliaritano Marcello Guidi, classe 1997, che nuota per le Fiamme Oro e la Rari Nantes Cagliari, già campione italiano sia sulla distanza dei 2,5 chilometri che di quella dei 5, dove vanta anche un quinto posto ai campionati europei 2018. «Ho appena ripreso ad allenarmi a Cagliari - racconta Guidi – dopo l’inizio dell’emergenza coronavirus sono rimasto a Napoli ancora per un mesetto, poi visto che i tempi si allungavano sono rientrato a casa, e facevo qualcosa nella piscinetta che ho a casa. In effetti potrei nuotare anche in mare, ma se posso preferisco farlo in piscina, dove ho dei riferimenti cronometrici precisi. Ora devo innanzi tutto riprendere ritmo, poi appena possibile tornerò a Napoli, dove con il mio allenatore decideremo sulla nuova programmazione dell’attività. Se non si potrà gareggiare anche nel resto del 2020 tireremo dritto, e punteremo direttamente agli Europei 2021 in Ungheria».
Chi invece è ancora “a secco” è Francesca Secci, atleta paralimpica che per quanto riguarda i campionati italiani di nuoto in acque libere è una vera esperta, avendo vinto le edizioni 2015, 2017, 2018 e 2019. Ha saltato solo quella del 2016, perché aveva dovuto far fronte ad un altro impegno. Le paralimpiadi di Rio del Janeiro. «Ormai sono ferma da più di due mesi – spiega – una pausa così lunga non l’avevo mai fatta fin da quando ho iniziato a nuotare. Lo stop era necessario soprattutto per salvaguardare noi atleti, ma spero che si possa riprendere entro poco tempo. Il campionato italiano, che peraltro si svolge sempre in Sardegna, sarebbe un bel segnale, anche se sarebbe un problema garantire la sicurezza visto che il numero dei partecipanti spesso supera i 200.Forse basterebbe diminuire il numero dei partecipanti. Le prossime paralimpiadi? «Non ci penso, ormai ho 30 anni, devo pensare ad altro oltre allo sport. Il nuoto in acque libere invece è una buona soluzione, in un periodo dove si è più liberi. Se fosse stata disciplina olimpica ci avrei fatto un pensierino».
Intanto qualcuno ha già ripreso confidenza con l’acqua clorata come il cagliaritano Marcello Guidi, classe 1997, che nuota per le Fiamme Oro e la Rari Nantes Cagliari, già campione italiano sia sulla distanza dei 2,5 chilometri che di quella dei 5, dove vanta anche un quinto posto ai campionati europei 2018. «Ho appena ripreso ad allenarmi a Cagliari - racconta Guidi – dopo l’inizio dell’emergenza coronavirus sono rimasto a Napoli ancora per un mesetto, poi visto che i tempi si allungavano sono rientrato a casa, e facevo qualcosa nella piscinetta che ho a casa. In effetti potrei nuotare anche in mare, ma se posso preferisco farlo in piscina, dove ho dei riferimenti cronometrici precisi. Ora devo innanzi tutto riprendere ritmo, poi appena possibile tornerò a Napoli, dove con il mio allenatore decideremo sulla nuova programmazione dell’attività. Se non si potrà gareggiare anche nel resto del 2020 tireremo dritto, e punteremo direttamente agli Europei 2021 in Ungheria».
Chi invece è ancora “a secco” è Francesca Secci, atleta paralimpica che per quanto riguarda i campionati italiani di nuoto in acque libere è una vera esperta, avendo vinto le edizioni 2015, 2017, 2018 e 2019. Ha saltato solo quella del 2016, perché aveva dovuto far fronte ad un altro impegno. Le paralimpiadi di Rio del Janeiro. «Ormai sono ferma da più di due mesi – spiega – una pausa così lunga non l’avevo mai fatta fin da quando ho iniziato a nuotare. Lo stop era necessario soprattutto per salvaguardare noi atleti, ma spero che si possa riprendere entro poco tempo. Il campionato italiano, che peraltro si svolge sempre in Sardegna, sarebbe un bel segnale, anche se sarebbe un problema garantire la sicurezza visto che il numero dei partecipanti spesso supera i 200.Forse basterebbe diminuire il numero dei partecipanti. Le prossime paralimpiadi? «Non ci penso, ormai ho 30 anni, devo pensare ad altro oltre allo sport. Il nuoto in acque libere invece è una buona soluzione, in un periodo dove si è più liberi. Se fosse stata disciplina olimpica ci avrei fatto un pensierino».
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