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Luna Rossa torna in acqua «È un’emozione unica»

di Sergio Casano
Luna Rossa torna in acqua «È un’emozione unica»

Dopo lo stop per il virus, l’equipaggio ha ripreso gli allenamenti a Cagliari Lo skipper Sirena: «Il nostro obiettivo è l’America’s Cup, daremo il massimo»

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CAGLIARI. Luna Rossa ha ripreso a volare nel Golfo degli angeli, dove seppure con un equipaggio ridotto è tornata a farsi notare dopo l'isolamento legato all'emergenza del Covid 19. E in una giornata di forte scirocco, al largo della spiaggia di Giorgino, lo ha fatto con prestazioni mozzafiato, mostrando tutta la sua bellezza e soprattutto potenza: come un aereo al decollo ma impennandosi e all'atterraggio adagiandosi dolcemente sull'acqua.

Un'immagine diventata virale sulle pagine social del sindacato italiano della Coppa America, scatenando l'entusiasmo di migliaia di tifosi, che in piena quarantena hanno potuto visitare la base di Luna Rossa online attraverso un tour virtuale. Una visita che ha fatto scoprire ai fan dove viene progettato e sviluppato il monoscafo AC75 e dove si allenano i velisti che parteciperanno all'America's Cup.

Quasi una liberazione, la spregiudicata performance dell'AC 75 dopo il lockdown. «In realtà il mese e mezzo di navigazione che abbiamo perso non lo recupereremo in nessun modo - sostengono dalla base del molo Ichnusa - : non c’è niente che si possa paragonare all’uscita in mare, dove ultimamente andiamo in equipaggio ridotto: 5 persone invece di 11, nel rispetto della distanza di sicurezza, installando sulla barca dei motori elettrici che ci permettono di produrre energia, generalmente prodotta dai grinder». Oltre alle uscite in mare, che saranno sempre più intensificate, il team di Luna Rossa sta sempre puntando sulla progettazione e la ricerca tecnologica dell'imbarcazione per capire il grado di sviluppo del mezzo e degli scafi dei competitor Ma purtroppancato sul campo il confronto con gli altri team, che era previsto per la prima volta durante le America’s Cup World Series di Cagliari e Portsmouth, in Inghilterra. Una ferita ancora aperta quella dell'annullamento della prima regata di avvicinamento alla Coppa America che si sarebbe dovuta alla fine dei aprile. « L’annullamento delle regate ci è dispiaciuto molto, soprattutto per la tappa di Cagliari– dice lo skipper Max Sirena - ma è stata una scelta obbligata. Eravamo tutti molto curiosi di vedere queste barche confrontarsi. Sono il frutto di oltre due anni di studio e lavoro molto intenso. Inoltre regatare a Cagliari sarebbe stata un’emozione unica. Adesso il nostro obiettivo è quello delle competizioni di Auckland, dove daremo il nostro meglio».

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