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Mercoledì la Figc decide il futuro della C e dell’Olbia

Mercoledì la Figc decide il futuro della C e dell’Olbia

OLBIA. C’è voglia di cambiare le carte in tavola, e questo è il momento migliore per farlo. Finalmente si ha una data certa: il consiglio federale si riunirà mercoledì e in ogni caso sarà il nuovo...

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OLBIA. C’è voglia di cambiare le carte in tavola, e questo è il momento migliore per farlo. Finalmente si ha una data certa: il consiglio federale si riunirà mercoledì e in ogni caso sarà il nuovo giorno zero della serie C. Quasi certa la sospensione definitiva del campionato e tutte le ripercussioni a pioggia, le promozioni automatiche delle capoliste dei gironi, il blocco delle retrocessioni per le squadre in zona rossa.

Non sarà ottenuta sul campo, ma sarebbe una salvezza preziosa per l’Olbia, che potrebbe così iniziare a fare ragionamenti sul prossimo anno. Ragionamenti in prospettiva futura che già sta facendo Alessandro Marino. Tanto da presidente dell’Olbia quanto da consigliere di Lega, pochi giorni fa ha detto la sua a gianlucadimarzio.com sulla necessità di una riforma che sembra aleggiare in maniera sempre più insistente tra i piani alti della C. E il progetto che convince maggiormente Marino sarebbe quello «di dividere la terza serie in “C élite” e “serie C”. La prima con un solo girone nazionale, sulla falsariga della serie B, e la seconda con due gironi da venti squadre».

Per quanto riguarda i club appartenenti a quest’ultima categoria si entrerebbe nel mondo del semiprofessionismo. Si tratta di una riforma che, se dovesse entrare in vigore, avrebbe bisogno anche di un ridimensionamento su costi e ingaggi, «bisogna fare in fretta, è inaudito che oggi un club di C venga equiparato a uno di Serie A - così il numero uno dell’Olbia -. Prendiamo come esempio l’emergenza covid, vorrebbero farci tornare in campo ma il protocollo sanitario non è attuabile in C, sul piano finanziario e sanitario».

L’idea di una nuova divisione così come descritta solletica la curiosità, è una proposta che, come ammetterà Marino, la federazione aveva già in mente, «il presidente Gravina stava lavorando in questo senso». I 40 club semiprofessionistici avrebbero spese e introiti adeguati alle loro realtà, mentre quelli “élite” godrebbero di maggior attrazione per le tv.

L’eventuale selezione avverrebbe sul campo: in base alle classifiche della prossima stagione. «In questo modo ci sarebbe un principio meritocratico e il governo avrebbe un anno di tempo per definire gli status professionistici e semiprofessionistici» così Alessandro Marino. Le proposte per un nuovo futuro della Serie C ci sono, ora bisogna attendere le decisioni del consiglio di mercoledì, che da una parte potrebbe essere una sola ufficializzazione delle idee dell'assemblea di C, dall'altra potrebbe riservare qualche sorpresa.

Paolo Ardovino

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