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Ibba: «Una voragine da 40 mila euro nei conti del La Palma»

CAGLIARI. Preoccupazione e rammarico. In casa La Palma Monte Urpinu è arrivato il momento di fare un onesto punto della situazione. Dopo quasi tre mesi di inattività forzata, il sodalizio...

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CAGLIARI. Preoccupazione e rammarico. In casa La Palma Monte Urpinu è arrivato il momento di fare un onesto punto della situazione. Dopo quasi tre mesi di inattività forzata, il sodalizio biancoceleste che milita in Eccellenza e rappresenta un punto di riferimento imprescindibile del calcio dilettantistico isolano, si fa portavoce di un movimento in crisi, per cui il peggio non pare essere assolutamente passato.

A parlare è Roberto Ibba, vicepresidente e direttore sportivo della società cagliaritana. «Come tutti viviamo queste settimane nell’incertezza più assoluta. Nessuna telefonata da parte della Federazione; apprendiamo le notizie soltanto dai giornalii. Tutto questo è inaccettabile». Ibba non si da pace e fa la conta dei danni. «Il La Palma ha subito un danno di quasi quarantamila euro. In questi mesi, nessuno ha avuto l’accortezza di ragionare dal punto di vista delle società dilettantistiche. Serviva chiarezza, soltanto chiarezza. Già dopo qualche settimana dall’inizio dell’emergenza sanitaria, è stato subito palese che non si sarebbe potuto rigiocare a calcio in tempi brevi. Sarebbe stato necessario darci subito il rompete le righe. Invece niente di tutto ciò. Siamo stati costretti a tenere bloccati i ragazzi. In prima squadra abbiano giocatori provenienti da Belgio, Nigeria, Portogallo, Congo, Croazia, Belgio ed anche altre regioni italiane. Vi immaginate come possano essersi sentiti soli in terra straniera, senza punti di riferimento, confinati in un mondo che non gli appartiene? Nessuno ha pensato a loro, e nemmeno alle società che si sono dovute sobbarcare costi di vitto ed alloggio facilmente eludibili nel caso ci fosse stata maggiore trasparenza. Ad oggi non si sa ancora cosa ne sarà della stagione. Incredibile».

Roberto Ibba è un dirigente di lungo corso conosciuto a livello regionale e non solo per l’immensa competenza e per un equilibrio fuori dal comune. La sua ricetta per l’immediato futuro è semplice e pragmatica. «E’ necessario che vengano promosse le prime classificate, senza alcuna retrocessione. In caso contrario ci sarebbero una miriade di ricorsi che aggiungerebbero incertezza ad un mondo già in profonda crisi. Moltissime società non si iscriveranno alla prossima stagione. Mancano i soldi. A tutti i livelli». (ma.ca.)

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