Il mito di Riva e le magie di Enzo e Zola
Francescoli è nel cuore dei tifosi come Nenè, Gigi Piras, Daniele Conti e Davide Astori
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Se Gigi Riva è all’apice nelle preferenze dei tifosi, altri calciatori che hanno vestito la casacca del Cagliari si sono ritagliati un posto importante. E fra questi c’è sicuramente il grande e sfortunatissimo Davide Astori. La sua morte prematura, quando già vestiva la maglia della Fiorentina ha contribuito a renderlo ancora più amato, ma di certo negli anni trascorsi nel Cagliari è stato sempre fra i più ammirati, per il suo impegno, l’attaccamento alla maglia e la serietà.
Fra i giocatori che hanno portato la squadra per la prima volta in serie A ce n’erano anche un paio sardi, Mario Tiddia e Tonino Congiu, che sono stati anche i primi isolani a giocare nella massima serie con la maglia rossoblù. Tiddia idolo doppio perché fece bene anche da allenatore. Congiu perché aveva la maglia numero 11 e all’inizio i tifosi volevano lui in campo al posto di Riva. Poi ovviamente si convinsero, senza però mai smettere di voler bene all’attaccante sardo.
Fra gli stranieri, il posto d’onore spetta certamente a Claudio Nenè, autentico idolo della folla all’Amsicora e al Sant’Elia per la sua abilità tecnica e la furia agonistica. Nenè aveva anche un tiro potentissimo e quando le punizioni venivano assegnate a una distanza troppo grande per le battute di Riva, il pubblico invocava il suo nome, che diventava un’eco infinita: “Ne-ne-ne-ne”.
In tempi più recenti, va ricordato Enzo Francescoli, protagonista nei primi anni Novanta. Classe cristallina, l’uruguaiano risulta fra i primi nelle preferenze dei tifosi.
Sicuramente nel cuore c’è Daniele Conti, il giocatore che ha vestito più volte la maglia rossoblù (434 presenze e 47 gol in sedici stagioni). Il capitano di tante avventure del Cagliari è un autentico idolo non solo per quanto ha fatto in campo e perché uno dei suoi gol e fra i cinque più importanti della storia rossoblù (quello al 97’ di Cagliari-Napoli del 2008), ma anche perché, novello Riva, non ha voluto mai lasciare la Sardegna.
L’ultima citazione è per il guerriero Radja Nainggolan, celebratissimo già nella sua prima tranche di carriera nel Cagliari e ora adorato dalla tifoseria per la sua scelta di ritornare in rossoblù.(en.g.)
Fra i giocatori che hanno portato la squadra per la prima volta in serie A ce n’erano anche un paio sardi, Mario Tiddia e Tonino Congiu, che sono stati anche i primi isolani a giocare nella massima serie con la maglia rossoblù. Tiddia idolo doppio perché fece bene anche da allenatore. Congiu perché aveva la maglia numero 11 e all’inizio i tifosi volevano lui in campo al posto di Riva. Poi ovviamente si convinsero, senza però mai smettere di voler bene all’attaccante sardo.
Fra gli stranieri, il posto d’onore spetta certamente a Claudio Nenè, autentico idolo della folla all’Amsicora e al Sant’Elia per la sua abilità tecnica e la furia agonistica. Nenè aveva anche un tiro potentissimo e quando le punizioni venivano assegnate a una distanza troppo grande per le battute di Riva, il pubblico invocava il suo nome, che diventava un’eco infinita: “Ne-ne-ne-ne”.
In tempi più recenti, va ricordato Enzo Francescoli, protagonista nei primi anni Novanta. Classe cristallina, l’uruguaiano risulta fra i primi nelle preferenze dei tifosi.
Sicuramente nel cuore c’è Daniele Conti, il giocatore che ha vestito più volte la maglia rossoblù (434 presenze e 47 gol in sedici stagioni). Il capitano di tante avventure del Cagliari è un autentico idolo non solo per quanto ha fatto in campo e perché uno dei suoi gol e fra i cinque più importanti della storia rossoblù (quello al 97’ di Cagliari-Napoli del 2008), ma anche perché, novello Riva, non ha voluto mai lasciare la Sardegna.
L’ultima citazione è per il guerriero Radja Nainggolan, celebratissimo già nella sua prima tranche di carriera nel Cagliari e ora adorato dalla tifoseria per la sua scelta di ritornare in rossoblù.(en.g.)
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