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L’ultimo vero guerriero universale

L’ultimo vero guerriero universale

Tore ha conquistato il mondiale dei mosca e l’europeo dei gallo

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ALGHERO. Salvatore Burruni, morto il 30 marzo del 2004 all’età di 71 anni, è stato uno dei pugili che ha dato lustro all’Italia nel mondo e alla sua città, Alghero, alla quale era affezionatissimo. È stato lui l’ultimo campione del mondo dei pesi mosca riconosciuto da tutti gli organismi della boxe, prima della nascita delle varie sigle che in qualche modo hanno sminuito il valore delle cinture mondiali. Nella sua lunga carriera ha sostenuto 109 incontri da professionista, ottenendo 99 vittorie (32 per ko), 9 sconfitte (2 prima del limite) e un pareggio.

Burruni è passato professionista nel 1957 entrando nella scuderia di Umberto Branchini. L’anno successivo è diventato campione italiano battendo ai punti Giacomo Spano. Il 29 giugno del 1961, ad Alghero, conquista il titolo europeo superando ai punti il finlandese Risto Luukkonen. Titolo che difende per cinque volte, l’ultima contro lo scozzese McGowan. Ormai ultratrentenne, Burruni era stato sinora evitato dai campioni del mondo, ma la vittoria sul campione scozzese lo aveva proiettato in cima alle liste degli sfidanti al mondiale. L’occasione arriva il 23 aprile del 1965 contro il thailandese Kingpetch. Burruni lo sovrasta sul piano del ritmo e conquista un titolo che fino allora aveva solo sognato.

Le difficoltà a rientrare nel peso lo costrinsero a passare nei gallo. A 33 anni ha conquistato il secondo europeo battendo ai punti a Napoli l’ispanico-marocchino Ben Ali. A 36 anni si è ritirato con la cintura continentale addosso.

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