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La serie A si scalda e in Lega si guarda avanti

La serie A si scalda e in Lega si guarda avanti

ROMA. «Non ho vinto io, ha vinto il calcio italiano». Mentre la Figc di Gabriele Gravina salutava il successo dell'ampio fronte federale che ha ripristinato il «merito sportivo» con playoff e playout,...

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ROMA. «Non ho vinto io, ha vinto il calcio italiano». Mentre la Figc di Gabriele Gravina salutava il successo dell'ampio fronte federale che ha ripristinato il «merito sportivo» con playoff e playout, comprese retrocessioni in palio anche qualora dovesse venire usato l'algoritmo in caso di nuovo stop al campionato, la Lega Serie A (sconfitta 18-3) assisteva al leitmotiv che negli ultimi anni si è spesso riproposto: club del massimo campionato da una parte e il resto del calcio dall'altra. La frattura in questi tempi strani dettati da una ripresa difficile causa coronavirus non poteva passare inosservata. E ora in tanti chiedono un passo avanti.

«Non ci sono vincitori o sconfitti - ha detto l'ad dell'Inter e consigliere federale, Beppe Marotta - la situazione è stata abbastanza anomala. Come Serie A siamo stati messi dietro alla lavagna e abbiamo preso uno schiaffo morale, perdendo una nostra rivendicazione. Il mondo del calcio ha bisogno di rivedere tutto il sistema di governance». La stessa rivendicazione che il calcio fa da anni nei confronti del mondo Coni e che finora si è sempre sentito respingere. «Credo che la Serie A abbia bisogno di sua autonomia molto simile a quello che succede in Premier League», ha proposto Marotta.

In Lega comunque si guarda avanti, i club sconfitti sognano maggiore autonomia, in un'assemblea che ha anche messo in luce una nuova spaccatura tra due blocchi, quello di Urbano Cairo da un lato e quello di Claudio Lotito dall'altro.

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