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Il prossimo step della Figc è riaprire gli stadi ai tifosi

Il prossimo step della Figc è riaprire gli stadi ai tifosi

MILANO. Dopo essere tornato in campo, il calcio italiano punta a un nuovo passo verso la normalità, il pubblico negli stadi. È l'obiettivo di tutte le principali leghe europee, nonché della Uefa che...

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MILANO. Dopo essere tornato in campo, il calcio italiano punta a un nuovo passo verso la normalità, il pubblico negli stadi. È l'obiettivo di tutte le principali leghe europee, nonché della Uefa che conta di giocare le Final Eight di Champions ed Europa League a metà agosto con alcune migliaia di tifosi sugli spalti. È quindi naturale che ci pensino anche la Federcalcio e la Lega Serie A, che intanto si prepara ad assegnare domani la coppa Italia, il primo trofeo in palio nell'era Covid nei grandi Paesi calcistici europei.

«Oltre 15 milioni hanno seguito la coppa Italia. Ci stiamo avviando alla normalità, è un passaggio importante per il Paese - ha notato il presidente federale, Gabriele Gravina -. Non va dimenticata l'esperienza drammatica: ci serva per migliorare come persone e uomini di sport. Il Paese sta tornando a riconquistare i propri spazi di relazione: manca l'ultimo tassello. Se l'evoluzione positiva della curva epidemiologica, i tifosi negli stadi saranno l'ultimo tassello».

L'idea è di avere un minimo di pubblico sugli spalti, rispettando il distanziamento, per le ultime giornate di questo campionato, sperando di poter aumentare quando inizierà il prossimo. Avverrà probabilmente il 12 settembre anche se la Lega, come emerso dal Consiglio di ieri, per definire le date della stagione attende la riunione dell'Esecutivo Uefa, da cui usciranno i calendari delle competizioni per club e nazionali dei prossimi mesi.

Intanto si guarda al presente. Dopo aver temuto il peggio, Gravina ha tenuto duro e ora sottolinea come «la prudenza» del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, «ci ha consentito di ripartire al momento giusto», e ringrazia il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino: «Abbiamo vissuto momenti di grande tensione e preoccupazione, ma insieme abbiamo scoperto la possibilità di fare squadra ed è quello che io auspico anche con tutte le altre componenti del calcio». Non sono ancora rientrate, invece, le tensioni fra la Lega e Sky. I tempi non sono brevissimi per ottenere il decreto ingiuntivo, richiesto dalla Lega a fine maggio perché la pay tv non ha versato l'ultima rata dei diritti tv.

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