parla walter zenga
«Gara difficile e senza pubblico si azzera tutto»
CAGLIARI. Zenga più abbottonato che mai su formazione e schemi. L'unica certezza - che non dá alcuna indicazione sul modulo - è la presenza di Cragno tra i pali. «Era già deciso- continua Zenga - lui...
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CAGLIARI. Zenga più abbottonato che mai su formazione e schemi. L'unica certezza - che non dá alcuna indicazione sul modulo - è la presenza di Cragno tra i pali. «Era già deciso- continua Zenga - lui contro Verona e Torino, Olsen contro la Spal. Ora è così, poi dal Bologna in poi si vedrà. Noi abbiamo la fortuna di avere due portieri di questo livello: Cragno veniva da un lungo infortunio e ha bisogno di giocare, Olsen ha fatto sempre benissimo. Il mito della tranquillità del portiere titolare? Con due così il problema non si pone».
Ci scappa anche una battuta su Sirigu, anche lui oggi alla “Sardegna Arena”, ma nella porta avversaria. «L'ho promosso io titolare - ricorda Zenga - prima con la Lazio poi con la Juventus. Abbiamo un ottimo rapporto, c'è stima reciproca. Mi piacerebbe vederlo al Cagliari, perché è un calciatore sardo».
Forse Zenga si aspettava un esordio alla Sardegna Arena: applausi, gente da salutare. E invece non ci sarà nessuno: «Giocare in casa o fuori in queste condizioni - spiega - è ininfluente: senza pubblico si azzera tutto. L'unico vantaggio è che non siamo costretti a prendere due aerei in una giornata. Il pubblico è importante, paradossalmente, anche per gli ospiti: io ad esempio mi esaltavo negli stadi che ci urlavano contro di tutto».
Se prima o poi Zenga rispolvererà il suo 4-3-3 marchio di fabbrica lo farà con Ragatzu. Difficile già da stasera con il Torino. Le parole del mister nei confronti del giocatore di Quartu sono però di quelle che non si dimenticano: «Talenti così ne ho visti pochi». E poi: «L'idea mi stuzzica». Poi peró c'è anche l'invito a «vivere per il calcio». E, riferendosi alla dedizione e alla concentrazione dell'ex viola, «a prendere esempio da Simeone». Nandez? «Se fosse stato un altro - dice Zenga - a Ferrara sarebbe uscito dopo 10’. E invece lui è rimasto e ha combattuto». Momento magico di Simeone? "Lo voglio più vicino alla porta - commenta- non voglio che si sfianchi».
Stefano Ambu
Ci scappa anche una battuta su Sirigu, anche lui oggi alla “Sardegna Arena”, ma nella porta avversaria. «L'ho promosso io titolare - ricorda Zenga - prima con la Lazio poi con la Juventus. Abbiamo un ottimo rapporto, c'è stima reciproca. Mi piacerebbe vederlo al Cagliari, perché è un calciatore sardo».
Forse Zenga si aspettava un esordio alla Sardegna Arena: applausi, gente da salutare. E invece non ci sarà nessuno: «Giocare in casa o fuori in queste condizioni - spiega - è ininfluente: senza pubblico si azzera tutto. L'unico vantaggio è che non siamo costretti a prendere due aerei in una giornata. Il pubblico è importante, paradossalmente, anche per gli ospiti: io ad esempio mi esaltavo negli stadi che ci urlavano contro di tutto».
Se prima o poi Zenga rispolvererà il suo 4-3-3 marchio di fabbrica lo farà con Ragatzu. Difficile già da stasera con il Torino. Le parole del mister nei confronti del giocatore di Quartu sono però di quelle che non si dimenticano: «Talenti così ne ho visti pochi». E poi: «L'idea mi stuzzica». Poi peró c'è anche l'invito a «vivere per il calcio». E, riferendosi alla dedizione e alla concentrazione dell'ex viola, «a prendere esempio da Simeone». Nandez? «Se fosse stato un altro - dice Zenga - a Ferrara sarebbe uscito dopo 10’. E invece lui è rimasto e ha combattuto». Momento magico di Simeone? "Lo voglio più vicino alla porta - commenta- non voglio che si sfianchi».
Stefano Ambu
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