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Dai blocchi post-virus scatta un’Olbia vincente

Dai blocchi post-virus scatta un’Olbia vincente

Battuta la Giana Erminio nell’andata dei playout salvezza della serie C  La gara di ritorno a stretto giro di posta: martedì alle 20 in Lombardia

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OLBIA1

GIANA ERMINIO0

OLBIA (3-5-2): Aresti; Altare, Gozzi, La Rosa; Candela(44’ st Mastino), Vallocchia (32’ st Pennington), Giandonato (40’ st Manca), Lella, Pisano, Cocco, Ogunseye, (32’ st Verde). A disp.: Van der Want, Barone, Pitzalis, Zugaro, Vergara, Miceli, Biancu, Parigi. All. Brevi 7.

GIANA: (4-3-1-2): Acerbis, Nolan, Perico, (31’ st Duguet), Montesano, Solerio, Dalla Bona, Piccoli (5’ st Bellazzini), Madonna, Maltese, Manconi, (42’ st Fumagalli) Perna (42’ st Corti). A disp.: Leoni, Gambaretti, Pedrini, Teso, Capano, Sosio, Pirola, Greselin. All. Albè 5.

ARBITRO: Santoro di Messina Guardalinee: Moro e Zampese.

RETI: 10’ st aut. Perna.

NOTE: Ammoniti Piccoli, Madonna, Soleri, Altare. Recupero, 2’ pt, 6’ st.

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Dire che adesso la questione è in discesa, forse significa azzardare. Perché l’Olbia non si può dire nettamente superiore alla Giana Erminio, perché al “Nespoli” è stato «calcio d’estate», come si dice quando si vogliono sottolineare ritmi non troppo alti e prestazioni non memorabili. Intanto, però, i bianchi toccano da vicino la salvezza in serie C. Lo fanno grazie a una vittoria decisa da una sola rete, peraltro autogol. Il playout di andata è in tasca, il primo step è stato fatto.

I protagonisti. Come da pronostico, le punte di diamante dell’undici titolare sono Cocco e Ogunseye, anche se entrambi combineranno poco o nulla nella trequarti avversaria. Protagonista la difesa, compatta, più puntuale di quanto ci si sarebbe aspettato, e il centrocampo, tanta corsa e spunti interessanti. Il merito dell’Olbia è di sfruttare al meglio il suo miglior momento; la colpa – ma va considerato il fattore fisico – è forse quella di rallentare proprio nel momento del vantaggio, con la squadra che è parsa più attenta a difendere l’1-0 che a tentare il raddoppio. I meriti superano comunque i demeriti, va detto, e la Giana Erminio arriverà a non impensierire neanche in un’occasione Aresti tra i pali. Non è il caso di parlare di bocciature, i cambi che ci saranno tra due giorni saranno dettati per lo più da motivi di tipo fisico, anche se è probabile che il tecnico Oscar Brevi decida per modificare giusto un paio di pedine.

La cronaca. Tanta forza di volontà ma pochi guizzi degni di nota e ancora meno occasioni limpide: è la sintesi che accomuna la partita da entrambi i punti di vista, quello casalingo e quello ospite. L’azione più pericolosa dell’intero match coincide con il vantaggio dell’Olbia. È il nono minuto del secondo tempo, Vallocchia riceve da Lella (prestazioni positive per entrambi) e dal limite dell’area lascia partire il tiro, teso, sul secondo palo. Sembra dritto in rete, ma l’estremo difensore avversario mette mano e manda in angolo. Dalla bandierina calcia Giandonato, in mezzo il tocco di testa sembra di La Rosa, si scoprirà poi essere di Perna, ma la palla termina comunque oltre la linea e significa vantaggio. La Giana si farà viva negli ultimi minuti per il classico arrembaggio finale, ma la retroguardia olbiese risponde a tono e di fatto si arriva al triplice fischio senza correre alcun rischio. Adesso poco più di 48 ore di riposo, martedì le luci si accendono per la trasferta in terra lombarda.

Paolo Ardovino

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