Oggi l’Olbia si gioca tutto nel ritorno dei playout
di Paolo Ardovino
Serie C, alle 20 il retour match con la Giana Erminio: all’andata 1-0 per i bianchi Mister Brevi cambia poco, in difesa Dalla Bernardina prenderà il posto di Barone
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OLBIA. Stanotte l’Olbia si addormenterà conoscendo il suo destino. Poche ore di riposo e ora tocca alla seconda parte della sfida playout contro la Giana Erminio. C’è un gol di vantaggio (si salva solo se vince o pareggia), c’è pure un avversario che vuole dimostrare di aver messo in campo al “Nespoli” solo la brutta copia di se stesso.
L’Olbia è arrivata in Lombardia ieri, i convocati sono ventitré, gli stessi della partita di andata dello scorso sabato fatta eccezione per Dalla Bernardina al posto di Barone, il difensore è tornato dalla squalifica. «Sarà la partita della vita» ha commentato in proposito l’allenatore della compagine di Gorgonzola, Cesare Albé, che a “Tuttoc” ha analizzato così la prima sfida: «L’Olbia per buona parte hanno fatto meglio di noi, il gol è stato un po’ casuale anche se poteva finire in parità. Probabilmente siamo mancati nel coraggio di giocare la palla, siamo forse andati un po’ dietro a loro. Dobbiamo recuperare entusiasmo per la sfida di ritorno e sarà la partita della vita».
I bianchi rimangono in silenzio stampa. Oltremare, fa sentire la sua voce l’ex Enrico Geroni. Il centrocampista ha vestito la divisa olbiese per due stagioni e mezzo, dal dicembre 2015 all’estate 2018. Ed è rimasto particolarmente legato alla squadra, che continua a seguire a distanza. «Ero certo che l’Olbia in casa avrebbe vinto. Succedeva così anche quando c’ero io, al “Nespoli” quando eravamo chiamati a giocare partite importanti riuscivamo a trasformarci», il suo primo commento. La squadra è cambiata, è ancora una rosa che fa dei giovani il suo zoccolo duro, ma i calciatori d’esperienza sono aumentati». Sulla stagione conclusa prematuramente, Geroni non ha dubbi: «Il percorso è stato inverso rispetto a quello che era il nostro solito negli ultimi anni; ci salvavamo quasi matematicamente nel girone d’andata, poi però al ritorno avevamo difficoltà – ricorda lui –. Questa volta, l’Olbia ha fatto una grande cavalcata, purtroppo interrotta, e sono certo che senza il covid si sarebbe salvata. Ma così anche la Giana stessa».
L’annata 19/20, Geroni l’ha passata coi colori del Crema, «un anno particolare», è arrivata la salvezza con la classifica cristallizzata, anche se in partenza le ambizioni erano altre. Per capire come finirà la stagione dell’Olbia mancano una manciata di ore, «non bisogna fare affidamento esclusivamente sul vantaggio – avverte il centrocampista –, in novanta minuti può succedere tutto. Giocarsela in maniera spregiudicata per cercare per forza il gol non è forse la strada giusta, ma nemmeno chiudersi da subito nel proprio centrocampo. Sono sicuro l'Olbia saprà come comportarsi».
L’Olbia è arrivata in Lombardia ieri, i convocati sono ventitré, gli stessi della partita di andata dello scorso sabato fatta eccezione per Dalla Bernardina al posto di Barone, il difensore è tornato dalla squalifica. «Sarà la partita della vita» ha commentato in proposito l’allenatore della compagine di Gorgonzola, Cesare Albé, che a “Tuttoc” ha analizzato così la prima sfida: «L’Olbia per buona parte hanno fatto meglio di noi, il gol è stato un po’ casuale anche se poteva finire in parità. Probabilmente siamo mancati nel coraggio di giocare la palla, siamo forse andati un po’ dietro a loro. Dobbiamo recuperare entusiasmo per la sfida di ritorno e sarà la partita della vita».
I bianchi rimangono in silenzio stampa. Oltremare, fa sentire la sua voce l’ex Enrico Geroni. Il centrocampista ha vestito la divisa olbiese per due stagioni e mezzo, dal dicembre 2015 all’estate 2018. Ed è rimasto particolarmente legato alla squadra, che continua a seguire a distanza. «Ero certo che l’Olbia in casa avrebbe vinto. Succedeva così anche quando c’ero io, al “Nespoli” quando eravamo chiamati a giocare partite importanti riuscivamo a trasformarci», il suo primo commento. La squadra è cambiata, è ancora una rosa che fa dei giovani il suo zoccolo duro, ma i calciatori d’esperienza sono aumentati». Sulla stagione conclusa prematuramente, Geroni non ha dubbi: «Il percorso è stato inverso rispetto a quello che era il nostro solito negli ultimi anni; ci salvavamo quasi matematicamente nel girone d’andata, poi però al ritorno avevamo difficoltà – ricorda lui –. Questa volta, l’Olbia ha fatto una grande cavalcata, purtroppo interrotta, e sono certo che senza il covid si sarebbe salvata. Ma così anche la Giana stessa».
L’annata 19/20, Geroni l’ha passata coi colori del Crema, «un anno particolare», è arrivata la salvezza con la classifica cristallizzata, anche se in partenza le ambizioni erano altre. Per capire come finirà la stagione dell’Olbia mancano una manciata di ore, «non bisogna fare affidamento esclusivamente sul vantaggio – avverte il centrocampista –, in novanta minuti può succedere tutto. Giocarsela in maniera spregiudicata per cercare per forza il gol non è forse la strada giusta, ma nemmeno chiudersi da subito nel proprio centrocampo. Sono sicuro l'Olbia saprà come comportarsi».
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