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«L’Olbia non ha mai mollato Siamo tutti al settimo C...ielo»

di Paolo Ardovino
«L’Olbia non ha mai mollato Siamo tutti al settimo C...ielo»

Il presidente Marino ringrazia la squadra e lo staff. «Non è stato facile giocare dopo mesi di stop»  Intanto Ogunseye, uomo chiave dei playout con la Giana, fa i bagagli. «Merita palcoscenici superiori» 

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OLBIA. Angolo di Miceli, la palla arriva in mezzo sui piedi di Pennington che di pallonetto la mette nell’area piccola, sul secondo palo il colpo di testa è di Ogunseye. È gol. È uno a uno. È salvezza. Riecheggiano ancora, e non potrebbe che essere così, le immagini di martedì sera. La salvezza dell’Olbia ha dell’incredibile, questo è indubbio. Un secondo tempo giocato prima in dieci e poi in nove, per il doppio giallo di Lella e l'espulsione diretta di Giandonato, gli assalti della Giana Erminio conclusi con le parate di Aresti, e infine la rete del capocannoniere della squadra. Un finale così era difficile da immaginare.

«Ci tengo a ringraziare tutti, società, staff e giocatori per quella che possiamo definire un’impresa sportiva»: sono le prime parole del post-partita di Oscar Brevi. L’allenatore era riuscito a dare una svolta alla stagione dei bianchi, che a febbraio si sono fermati nel bel mezzo di una risalita in classifica che lasciava presagire una salvezza automatica. È arrivata ai playout, all’ultimo minuto del playout di ritorno. «Questa squadra da dicembre ha saputo crescere e diventare sempre più forte – così il tecnico –, aver rimontato in nove uomini questa partita ne è la dimostrazione. Non abbiamo mai mollato. Un pensiero va anche alla Giana perché so quanto sia difficile retrocedere, e in condizioni normali si sarebbe salvata».

Felice anche il patron dei bianchi, Alessandro Marino: «Siamo al settimo cielo», e come biasimarlo. Sì, ciò che è accaduto martedì rientra tra le imprese più alte della storia recente del club, forse subito dopo la finale con la Torres che al contrario valse, quattro anni fa, la salita dalla serie D alla C. «Ci abbiamo creduto anche in nove nonostante questa partita si sia messa subito male per noi. Non è stato facile fare queste due gare dopo che a gennaio avevamo rimesso in piedi la squadra e stavamo venendo fuori in campionato. Poi è successo quello che è successo, e siamo stati costretti come tutti a fermarci e a giocare queste due partite per restare in categoria. Mi dispiace per la Giana che stava facendo il nostro stesso percorso e adesso si ritrova retrocessa». Le ultime parole di Marino, infine, sono per il suo allenatore il cui contratto è scaduto sul filo del playout («con Brevi ci troveremo e parleremo per la prossima stagione») e per Ogunseye, che ha firmato una cartolina di saluti niente male, ma ora prepara i bagagli. «Merita palcoscenici superiori – ammette Marino – Il Cittadella dopo averlo acquistato a gennaio ce lo ha lasciato fino a oggi, non potevamo chiedere di più». Prevista per il centravanti numero nove anche una conferenza di saluti. Il mondo del tifo olbiese e i social sono in fermento da due giorni, il pareggio-impresa ha entusiasmato tanto i sostenitori della prima ora quanto i semplici curiosi. La quarta stagione di fila di nuovo tra i professionisti, ora, non è più una speranza ma una realtà.

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