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Cagliari che cuore, ma non basta

di Roberto Muretto
Cagliari che cuore, ma non basta

Un rigore di Muriel decide la sfida con l’Atalanta, rossoblù in dieci per oltre un’ora

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INVIATO A CAGLIARI. Con l'Atalanta già era difficile undici contro undici, se poi sei costretto a giocare per un'ora con l'uomo in meno (Carboni è stato espulso dopo 27') il Cagliari non poteva fare di più. Ha perso per il gol segnato su rigore da Muriel nel primo tempo, ha corso diversi pericoli rischiando più volte il colpo del ko nella prima frazione. Ma nella ripresa ha saputo tenere testa ai nerazzurri (ottava vittoria di fila) ed è rimasto in partita fino all'ultimo, sfiorando in un paio di occasioni il pari che non sarebbe stato un furto. La squadra di Zenga non ha fatto un passo indietro e se la rete di Simeone non fosse stata annullata (il tocco di mano dell'argentino c'è, anche se involontario), forse la gara avrebbe avuto un altro svolgimento. Sul piano del carattere la risposta è stata buona. La notizia positiva è che il mister comincia a svuotare l'infermeria. Il rammarico resta, perché ieri l'Atalanta non è sembrata il solito schiacciasassi, la macchina da gol che tutti conoscono. La corsa per l'Europa subisce un rallentamento, ma se il Cagliari continuerà a giocare con questa determinazione, niente è impossibile.

Sorprese. Zenga recupera Walukiewicz che gioca dall'inizio e anche Klavan, che parte dalla panchina. Pisacane stringe i denti e va in campo con due costole rotte. Non c'è Mattiello nei primi undici. L'allenatore del Cagliari dà fiducia a Ionita, accentra Nandez e Rog e a sinistra lancia Lykogiannis. Gasperini stravolge l'Atalanta, sono sette le novità rispetto alla partita col Napoli. Stanno fuori Zapata e Gomez, il mister sceglie Muriel in una rotazione che può permettersi avendo una panchina lunghissima. I moduli: 4-3-2-1.

Var... La prodezza di Simeone che mette a giro il pallone sotto la traversa viene vanificata da un tocco "malandrino" con la mano, che secondo l'arbitro determina un vantaggio per l'attaccante rossoblù. E' una bella partita, giocata a viso aperto con occasioni da ambo le parti. Il Cagliari diventa pericoloso quando fa girare il pallone velocemente. I nerazzurri sfiorano la rete con Pasalic e Muriel (palo), i rossoblù ancora con Simeone.

Salita ripidissima. La partita della squadra di Zenga si complica quando Carboni mette giù in area Malinovskyj. Rigore ed espulsione diretta. Muriel trasforma mettendo i Quattro Mori nella condizione di dover scalare una montagna. Lykogiannis si abbassa sulla linea dei difensori e la stessa cosa fa Ionita nella fase di non possesso. L'Atalanta alza i ritmi, continue le sovrapposizioni e gli inserimenti negli spazi che mettono a soqquadro la difesa isolana. La formazione di Gasperini tiene alto il baricentro, pressa, De Roon si appiccica a Nainggolan per limitarne il raggio d'azione. La superiorità è netta anche sul piano fisico.

Stesso clichè. La ripresa comincia come si era chiusa la prima frazione. Atalanta che comanda il gioco, Cagliari costretto ad affidarsi alle ripartenze. I rossoblù sembrano un pugile che barcolla, il colpo del ko può arrivare da un momento all'altro (palo di Hateboer). D'altronde con un uomo in meno contro un avversario che gioca a memoria e ha tanta qualità, il compito è arduo. I rossoblù sono generosi.

Girandola di cambi. Gasperini dopo 15’ cambia tutti gli attaccanti. Fuori Muriel, Pasalic e Marinowskyj, dentro Ilicic, Zapata e Gomez. Come a dire, chi è entra è più forte di chi esce. Zenga risponde con Birsa, Mattiello e Faragò (al rientro dopo l'infortunio), fuori Nainggolan, Lykogiannis e Ionita. I rossoblù reggono, ci provano e ogni tanto si affacciano dalle parti di Sportiello. Nel finale in campo anche Ragatzu e Klavan. Il primo dà vivacità alla manovra esibendosi in alcune belle giocate. Nandez sfiora il pari nel recupero e non sarebbe stato troppo.

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