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Sei finali per la top ten In palio un pacco di milioni

di Roberto Muretto
Sei finali per la top ten In palio un pacco di milioni

Arrivare tra le prime dieci significa incassare una fetta maggiore dei diritti tv Rossoblù chiamati a dare il massimo per raggiungere l’ambito traguardo

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INVIATO A CAGLIARI. Dire che al Cagliari ora serve uno scatto è una parola grossa. Di questi tempi, con partite giocate ogni tre giorni, praticamente non c’è nemmeno il tempo per allenarsi. Ma se i rossoblù vogliono fare un regalo al presidente Tommaso Giulini e chiudere la stagione tra le prime dieci, bisogna che nelle ultime sei partite mettano insieme un cospicuo bottino di punti. Ballano diversi milioni di euro, quelli che al club sardo servono per provare a trattenere Nainggolan e fare un mercato ambizioso. Col Lecce è arrivato un pareggio che non non sta stretto alla squadra di Walter Zenga considerato come si è sviluppata la gara. Domani con la Sampdoria un altro esame complicato, dal quale non si può uscire bocciati.

Fiducia. Il tecnico del Cagliari guarda avanti con ottimismo. Zenga non può dirsi fortunato perchè da quando è ripartito il campionato, ha sempre dovuto fare la conta degli assenti. Normale che così diventi tutto più complicato. Se poi tra gli indisponibili c’è un pezzo da novanta come Nainggolan, sostituirlo diventa un problema. «Questo è un periodo particolare della stagione - il commento del timoniere della barca rossoblù -, basta guardare i risultati e come si concretizzano. Difficile trovare una squadra compatta ed equilibrata per novanta minuti: in un campionato “normale” è possibile apportare qualche correttivo ma qui si gioca una volta ogni tre giorni e con temperature spesso molto alte». Zenga sa che nella sua squadra ci sono giocatori dei quali non può fare a meno Si augura che reggano fino al termine della stagione. Cragno, Rog e Nandez sono tra questi.

Polveri bagnate. Da tre partite il Cagliari non fa gol. Vero che a Simeone sono state annullate due reti col Var (una discutibile, l’altra per un fuorigioco di due millimetri)ma con Atalanta, Fiorentina e Lecce i rossoblù sono rimasti a secco. Casuale? Forse sì, anche perchè le occasioni sono state costruite. Manca un po’ di cinismo davanti alla porta, caratteristica che consente di risolvere a proprio favore anche i match più complicati. Joao Pedro deve ritrovare la vena che gli ha consentito di andare a bersaglio 17 volte in questa stagione, record personale in Italia.

Equilibrio. Nelle sette gare giocate da quando è ripartito il campionato, i Quattro Mori hanno subito 6 gol, riuscendo in tre occasioni a tenere inviolata la propria porta. Sicuramente sul piano difensivo la squadra è migliorata. Escludendo la gara col Lecce, concede meno agli avversari e questo nonostante il reparto sia stato falcidiato dagli infortuni. Un passo avanti rispetto al passato. Un’arma in più per chiudere questa stagione nel modo migliore. Magari nella parte sinistra della classifica. Giulini farebbe salti di gioia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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