La Nuova Sardegna

Sport

Il Cagliari va in barca a Genova

di Roberto Muretto

Un solo tiro in porta e difesa di burro: la Sampdoria passa tre volte. Giulini non gradisce

3 MINUTI DI LETTURA





Walter Zenga farebbe bene a prendere Nandez e Rog, farli salire in cattedra, per tenere ai compagni una lezione sullo spirito agonistico che bisogna tenere in campo. Ieri il Cagliari ha steso un tappeto rosso sul quale la Sampdoria ha passeggiato. È una sconfitta pesante nei numeri e nel modo come è maturata. I Quattro Mori non hanno praticamente opposto resistenza, si sono fatti del male da soli, regalando i primi due gol agli avversari e mai hanno dato la sensazione di poter rimettere in piedi la partita. Anzi, hanno rischiato di subire ancora. La formazione di Ranieri (dodicesima vittoria del tecnico sui sardi da allenatore) si è limitata a sfruttare in modo cinico le amnesie degli isolani, dimostrando di avere più fame. Chissà come l’ha presa il patron Giulini, che in tribuna aveva una faccia che non prometteva niente di buono. Così la top ten resta un sogno. Che non si concretizzerà.

Sorprese. C’è Ragatzu e non Joao Pedro nella coppia d’attacco del 3-5-2 disegnato da Zenga. Che diventa dopo pochi minuti un 3-4-2-1. Il tecnico del Cagliari decide di far tirare il fiato al brasiliano e dà spazio al sardo doc sul quale decide di scommettere. In difesa tornano Pisacane e Carboni, a centrocampo gioca Birsa che prende il posto di Nainggolan. Una piccola rivoluzione, forse qualche scelta azzardata, figlia di un turnover necessario con partite così ravvicinate. Ranieri si affida al collaudato 4-4-2 e in attacco non c’è Quagliarella ma Bonazzoli al fianco di Gabbiadini. In campo l’ex Ekdal, l’altro ex, Murru, comincia dalla panchina.

Orrori. Il Cagliari si fa subito del male e va sotto dopo una manciata di minuti. La difesa è un gruppo di statue, Gabbiadini sfugge alla marcatura di Walukiewicz e, tenuto in gioco da Carboni, insacca di testa da due passi. Non poteva cominciare peggio per i rossoblù costretti ad affrontare una salita ripidissima. La squadra di Zenga tiene il pallino del gioco ma è un possesso sterile e solo una volta, con Nandez, mette paura ad Audero. La circolazione della palla è lenta, la qualità del palleggio lascia a desiderare, i cross sono quasi sempre imprecisi. La Samp quando riparte è pericolosa e il Cagliari le agevola il compito quando Ionita si addormenta, regala il pallone agli avversari che non perdonano. È Bonazzoli a fare secco Cragno, non proprio immune da colpe nell’occasione.

Mazzata. Zenga toglie Ionita e Ragatzu (i peggiori in campo nel primo tempo), dentro Joao Pedro e Pereiro, scelta che aumenta il peso offensivo del Cagliari. Bonazzoli (lasciato ancora colpevolmente solo dentro l’area) è in giornata di grazia e si inventa un super gol che mette ko i rossoblù, ormai alla mercé dell’avversario. La difesa fa acqua da tutte le parti, serve più determinazione, più cattiveria agonistica nei duelli individuali. Zenga non sa cosa fare e i suoi colloqui con il secondo Canzi sono quelli della disperazione. Dentro Faragò, fuori Walukiewicz. E nel finale in campo anche Mattiello e Paloschi. Non succede altro, la Sampdoria fa un passo decisivo verso la salvezza.

Disastro. Il Cagliari si lecca le ferite, deve riflettere su una sconfitta che non ha attenuanti. Non si può andare in campo con questo spirito se hai un traguardo da raggiungere e soprattutto, quando sai che la società tiene tantissimo che venga centrato. Ballano tantissimi soldi, ai quali il club guidato da Giulini non vuole e non può rinunciare. La debacle di ieri, inoltre, mette fortemente in dubbio la conferma di Walter Zenga. Il tecnico ce la sta mettendo tutta ma la squadra non risponde alle sue sollecitazioni. Non segna da quattro partite e ieri di occasioni ne ha costruite appena un paio, delle quali una sola pulita. Oggi alla ripresa degli allenamenti ci si guarderà in faccia. La stagione va chiusa in ben altro modo. Sabato col Sassuolo sarà durissima.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative