Zenga, un’altra tegola Stagione finita per Radja Nainggolan
Quindici giorni alla fine, il Ninja non potrà recuperare Il mister: «Inutile giocare bene, quegli errori in difesa...»
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CAGLIARI. Le cattive notizie non arrivano mai sole, e a quella che narra della prima (pesante) sconfitta subita dal Cagliari nel campionato post-coronavirus si aggiunge quella delle vacanze – forzate – anticipate per il Ninja, che non riuscirà a recuperare dall’infortunio (lesione al soleo della gamba destra) per disputare le ultime cinque giornate.
«Mancano appena 15 giorni, l’infortunio non è di quelli che ti tengono fermi per tre mesi ma 15 giorni non sono abbastanza per permettere a Nainggolan di recuperare», spiega l’allenatore del Cagliari Walter Zenga a fine gara. Quello che non riesce a spiegarsi, invece, è la sconfitta. «Sì, sono apparso sconsolato in panchina perché stavamo perdendo, nonostante stessimo giocando bene. Avevamo in mano il pallino del gioco, stavamo facendo la partita – sostiene l’Uomo Ragno – e abbiamo regalato due gol nelle uniche due occasioni che ha avuto la Sampdoria. Sotto di due a zero nel primo tempo, eppure è proprio nel primo tempo che stavamo giocando meglio, poi ci siamo disuniti e nella ripresa cerando di rimediare e aumentando il peso in avanti abbiamo fatto meno».
«Da quando è ripartita la stagione – prosegue –, non abbiamo mai subìto, neanche nel recupero perso a Verona. Invece qui a Genova nonostante stessimo tenendo noi il gioco... quando fai due errori così in difesa la paghi, soprattutto il pasticcio del secondo gol. Poi, che dire? È difficile stare in partita quando sei sotto 3-0».
Qualcuno gli fa notare le assenze tra i rossoblù, ma lui taglia il discorso con un gesto secco, e non cerca scuse: «Scarse motivazioni perché siamo salvi, a 41 punti? No – conclude Zenga –. Ci è mancata la determinazione nei momenti decisivi, perché per il resto stavamo giocando bene».
(mac)
«Mancano appena 15 giorni, l’infortunio non è di quelli che ti tengono fermi per tre mesi ma 15 giorni non sono abbastanza per permettere a Nainggolan di recuperare», spiega l’allenatore del Cagliari Walter Zenga a fine gara. Quello che non riesce a spiegarsi, invece, è la sconfitta. «Sì, sono apparso sconsolato in panchina perché stavamo perdendo, nonostante stessimo giocando bene. Avevamo in mano il pallino del gioco, stavamo facendo la partita – sostiene l’Uomo Ragno – e abbiamo regalato due gol nelle uniche due occasioni che ha avuto la Sampdoria. Sotto di due a zero nel primo tempo, eppure è proprio nel primo tempo che stavamo giocando meglio, poi ci siamo disuniti e nella ripresa cerando di rimediare e aumentando il peso in avanti abbiamo fatto meno».
«Da quando è ripartita la stagione – prosegue –, non abbiamo mai subìto, neanche nel recupero perso a Verona. Invece qui a Genova nonostante stessimo tenendo noi il gioco... quando fai due errori così in difesa la paghi, soprattutto il pasticcio del secondo gol. Poi, che dire? È difficile stare in partita quando sei sotto 3-0».
Qualcuno gli fa notare le assenze tra i rossoblù, ma lui taglia il discorso con un gesto secco, e non cerca scuse: «Scarse motivazioni perché siamo salvi, a 41 punti? No – conclude Zenga –. Ci è mancata la determinazione nei momenti decisivi, perché per il resto stavamo giocando bene».
(mac)
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