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Joao Pedro ridà vita al Cagliari

di Roberto Muretto

Il brasiliano (18 gol finora) riprende il Sassuolo avanti con Caputo. Espulso Carboni

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INVIATO A CAGLIARI. Alla fine del primo tempo nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul Cagliari. Anzi, tutti avrebbero puntato una somma alta sulla sconfitta. Invece i rossoblù, pur giocando in dieci per 46' (espulso Carboni per doppio giallo) hanno portato a casa un pareggio insperato per come si erano messe le cose. Il Sassuolo ha avuto il controllo della partita ma non ha saputo creare grandi pericoli. Un possesso palla alla fine sterile che non li ha consentito di amministrare il gol di Caputo segnato dopo una manciata di minuti. Zenga ha corretto in corsa alcune scelte sbagliate (Pereiro e Birsa sono stati i peggiori in campo), mentre Simeone e Ladinetti hanno dato verve a una squadra che nel primo tempo non aveva combinato nulla, subendo gli avversari senza reagire. Il gol di Joao Pedro (il 18° della stagione, segnato al 18' della ripresa) ha rimesso in vita i Quattro Mori che da qual momento hanno ribattuto colpo su colpo, andando addirittura vicini al colpaccio se non avessero sbagliato in due occasioni l'ultimo passaggio. Il punto è prezioso, perchè conquistato in condizioni di emergenza e contro un avversario che solo qualche giorno prima aveva messo alle corde la Juventus. Un pareggio che non rende un'agonia il finale di stagione, ma forse non servirà a Zenga per restare in Sardegna anche la prossima stagione. Allo stato attuale il borsino dice che il rinnovo di contratto per l’ "Uomo Ragno" è poco probabile.

Sorprese. Walter Zenga è un allenatore a quale piace tirare fuori dal cilindro la scelta che non ti aspetti. Questa volta il tecnico del Cagliari decide di far riposare Simeone, schierando Joao Pedro e Pereiro di punta. In difesa torna il capitano Ceppitelli, mentre a centrocampo c'è la conferma di Birsa nel ruolo di regista. Il mister riscommette sullo sloveno in un ruolo che non sembra appartenergli. Le fasce sono affidate a Faragò e Mattiello nel 3-5-2 (difesa a cinque nella fase di non possesso) che vede Nandez e Rog più interni. Il Sassuolo risponde con il 4-2-3-1. Il bomber Ciccio Caputo è il terminale offensivo, alle sue spalle agiscono Traorè, Haraslin e Boga, Locatelli e Djuricic davanti alla difesa.

Inermi. Il Cagliari comincia guardingo. La difesa a cinque con Faragò e Mattiello molto bassi. Dare spazio a Boga e Haraslin sulle corsie sarebbe un suicidio. Il Sassuolo è padrone del campo e concretizza presto la supremazia con il solito Ciccio Caputo, libero di insaccare di testa da due passi. Non poteva cominciare peggio per i rossoblù, costretti spesso a correre a vuoto da un avversario che fa circolare il pallone a velocità supersonica, pressa alto e non consente alla formazione di casa di sviluppare le sue trame di gioco. Quella di De Zerbi è una squadra che gioca a memoria, c'è sempre un uomo libero pronto a ricevere lo scarico del compagno. I Quattro Mori sono in grande difficoltà, avvicinarsi alla porta di Pegolo è impresa titanica. Nel gioco non c'è un filo logico. Quello del Sassuolo è un monologo anche se di occasioni vere e proprie i biancoverdi non ne creano. Il dato del possesso palla del primo tempo è imbarazzante: 76% a 24.

Reazione. Zenga deve ancora una volta correggere scelte sbagliate. Birsa e Pereiro lasciano il posto all'esordiente Ladinetti e Simeone. Ma piove sul bagnato perchè dopo un paio di minuti Carboni commette un’altra grave ingenuità, prende il secondo giallo e lascia i compagni in dieci. Se prima bisognava scalare una collina, ora davanti al Cagliari c'è una montagna. Il Sassuolo non concretizza e i Quattro Mori ne approfittano. Joao Pedro va a bersaglio dopo uno scambio con Rog rimettendo in piedi una gara che sembrava destinata a finire male. I rossoblù sono più reattivi, tirano fuori l'orgoglio e nonostante l'uomo in meno ribattono colpo su colpo. Non solo, vanno vicini al colpaccio sbagliando l'ultimo passaggio in due occasioni. Ora un po’ di respiro, si torna in campo giovedì a Roma con la Lazio.



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