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Calangianus e Luras alla guerra dei premi per i baby calciatori

di Pietro Zannoni
Calangianus e Luras alla guerra dei premi per i baby calciatori

Quasi 20mila euro da sborsare, l’iscrizione è a rischio «Inaccettabili le condizioni della Juve per un accordo»

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CALANGIANUS. Premessa: il “premio di preparazione” consiste nel pagamento di una somma alle società che abbiano formato giovani calciatori, che matura al momento della stipulazione di un tesseramento pluriennale. Sono soldi importanti, se il giovane va a giocare in serie A, e soldini se si parla di dilettanti. Ma sommati e sommati diventano tanti. 18.084 euro, per la precisione, per il Calangianus. La Commissione Premi della Figc ha ordinato che deve pagarli come multa (4.760 euro sono di sanzione accessoria) per alcuni giovani arrivati dalla Juve Luras. E avendo difficoltà a saldare, il Calangianus rischia di non iscriversi al prossimo torneo di Promozione.

C’era un tempo, neanche lontano, in cui a Calangianus non c’era una Scuola calcio. Ma nella vicina (4 chilometri) Luras, sì. E i ragazzini andavano a imparare a giocare alla Juve. Ma ora Calangianus ha un settore giovanile e quando l’anno scorso la nuova dirigenza ha fatto rientrare da Luras alcuni ragazzi, quattro dei quali poi utilizzati in prima squadra, il club bianconero invece di chiedere i soldi ha avanzato una serie di proposte: materiale sportivo, la disponibilità dello stadio “Signora Chiara” per attività promozionali e manifestazioni; evitare due squadre nella stessa categoria giovanile, e una collaborazione fino ad arrivare alla fusione dei due settori giovanili in una unica nuovissima “Scuola calcio dell’Alta Gallura” .

I colloqui, ostacolati dal covid-19, sono andati avanti per mesi, ma il Calangianus ha ritenuto le proposte inaccettabili «anche perché – sostiene il presidente Gino Cassitta –, qualora uno solo dei punti per qualsiasi motivo non venisse rispettato, la Juve avrebbe provveduto a richiedere i premi di preparazione». E cosi è avvenuto, a metà marzo. Nella vicenda si è speso a metà giugno anche il vicesindaco Claudio Bellu. Da un lato cinque dirigenti luresi, dall’altro il presidente Gino Cassitta e il dirigente Piero Mannoni – entrambi entrati in carica a “pasticcio” consumato –, per un ultimo tentativo di accordo. «Bastano, 5000 euro?». No, non bastavano. Ed ecco i 18.000 e passa euro da pagare, anche se la Figc delle 16 richieste avanzate da parte lurese ne ha respinte 3 e ritenute inammissibili 5.

Per il Calangianus è chiara una cosa: «L’unico obiettivo della Iuve Luras è la fusione dei settori giovanili – spiega Cassitta –, utilizzando come arma i premi di preparazione. Poco gli importa se scompare una storica società. Asseriscono che non è una questione di soldi e parlano di donare in beneficenza il ricavato dei premi, ma..» .

Per la Iuve Luras, il fondatore Roberto Satta sostiene di «lavorare da 12 anni alla costruzione di una Scuola calcio dell’Alta Gallura», mentre il presidente Andrea Di Mauro assicura che «la nostra posizione ufficiale sulla vicenda verrà resa pubblica dopo la riunione del direttivo».

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