Primo giorno di lavoro ad Aritzo, caldo e sorrisi
Solo atletica ma anche un po’ di piscina, sempre seguendo rigorosamente il protocollo anti-covid
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SASSARI. No, fresco proprio no, di questi tempi e di queste temperature è una parola grossa anche se sei a quota 796 metri sul mare. Ma la sera si sta meglio che a Sassari, questo è sicuro. E la piscina un minimo è di conforto.
La Dinamo basket da ieri è in ritiro nel cuore della Barbagia, ad Aritzo. Il pullman sociale è partito è puntuale alle 10 dal PalaSerradimigni con a bordo, ben distanziati fra loro, lo staff tecnico al completo e i primi sette giocatori – tutti gli italiani più Bilan e Kruslin –, direzione centro Sardegna per la prima settimana di ritiro, in attesa di trasferirsi dal 2 agosto al Geovillage di Olbia dove si comincerà a utilizzare la palla e a parlare di tattica con coach Gianmarco Pozzecco.
Ieri subito dopo l’arrivo ad Aritzo la presa di possesso delle camere e il pranzo, quindi riposo e poi alle 18 la prima seduta di atletica. Perché è soltanto quella – agli ordini del preparatore Matteo Boccolini –, che si farà in questi primi sette giorni di ritiro precampionato, che diventeranno di fatto soprattutto una iniziale presa di contatto fra vecchi e nuovi giocatori in attesa dell’arrivo degli americani (Burnell è già a Sassari, sta scontando la quarantena) e degli altri stranieri del roster.
Intanto, nel pieno rispetto della procedura anti-covid-19, rispetto all’esperienza della scorsa stagione nella struttura di Aritzo tutti i giocatori vengono ospitati in stanze singole, a ciascun giocatore è stata affidata una dotazione completa di accessori personalizzati, a partire dalle cuffiette e agli occhialetti per la piscina. La routine prevede quindi controlli della temperatura a orari prefissati, per tenere sotto controllo la situazione dopo che già tamponi e test sierologico non hanno tolto il sorriso al gruppo. Che lavora sereno, e anche se questa volta per evitare assembramenti non sono previste “uscite” in pubblico, un buon porcetto arrosto non se lo negherà. (mac)
La Dinamo basket da ieri è in ritiro nel cuore della Barbagia, ad Aritzo. Il pullman sociale è partito è puntuale alle 10 dal PalaSerradimigni con a bordo, ben distanziati fra loro, lo staff tecnico al completo e i primi sette giocatori – tutti gli italiani più Bilan e Kruslin –, direzione centro Sardegna per la prima settimana di ritiro, in attesa di trasferirsi dal 2 agosto al Geovillage di Olbia dove si comincerà a utilizzare la palla e a parlare di tattica con coach Gianmarco Pozzecco.
Ieri subito dopo l’arrivo ad Aritzo la presa di possesso delle camere e il pranzo, quindi riposo e poi alle 18 la prima seduta di atletica. Perché è soltanto quella – agli ordini del preparatore Matteo Boccolini –, che si farà in questi primi sette giorni di ritiro precampionato, che diventeranno di fatto soprattutto una iniziale presa di contatto fra vecchi e nuovi giocatori in attesa dell’arrivo degli americani (Burnell è già a Sassari, sta scontando la quarantena) e degli altri stranieri del roster.
Intanto, nel pieno rispetto della procedura anti-covid-19, rispetto all’esperienza della scorsa stagione nella struttura di Aritzo tutti i giocatori vengono ospitati in stanze singole, a ciascun giocatore è stata affidata una dotazione completa di accessori personalizzati, a partire dalle cuffiette e agli occhialetti per la piscina. La routine prevede quindi controlli della temperatura a orari prefissati, per tenere sotto controllo la situazione dopo che già tamponi e test sierologico non hanno tolto il sorriso al gruppo. Che lavora sereno, e anche se questa volta per evitare assembramenti non sono previste “uscite” in pubblico, un buon porcetto arrosto non se lo negherà. (mac)
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