l’analisi
Ora Juve e Milan, due big match per evitare che sia un flop
CAGLIARI. Se un allenatore cambia cinque volte il modulo tattico nella stessa partita, vuol dire che è lui il primo a non avere le idee chiare. Se poi vogliamo proprio dirla tutta, il Cagliari...
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CAGLIARI. Se un allenatore cambia cinque volte il modulo tattico nella stessa partita, vuol dire che è lui il primo a non avere le idee chiare. Se poi vogliamo proprio dirla tutta, il Cagliari attuale non è nella condizione di recepire tanti concetti tutti assieme. Perchè? È una squadra in difficoltà fisica e mentale, che dà la sensazione di non essere più sul pezzo. Il finale di stagione si sta trasformando in una lenta, quasi insopportabile agonia. Proprio quello che la società si augurava non succedesse. E per società si intende il presidente Tommaso Giulini, andato via dalla “Sardegna Arena” di pessimo umore. Il patron sperava almeno nel decimo posto, per incassare dai diritti tv della prossima stagione qualche milione di euro in più. Sarebbero tornati utili per fare investimenti sul mercato.
Era convinto di aver allestito una squadra con le potenzialità per fare meglio dell’anno precedente. Invece il rischio è quello di fare peggio. I rossoblù sono quattordicesimi, una posizione più in alto di come hanno terminato lo scorso torneo. Gli ultimi due avversari prima delle mini vacanze si chiamano Juventus e Milan. Due partite per provare a cambiare un trend negativo proseguito anche con Zenga. Due vittorie, quattro pareggi e cinque sconfitte lo score dell’ “Uomo Ragno”. È come scoprire l’acqua calda dire che ci si aspettava molto di più. Il tecnico ha delle attenuanti, che vanno dal periodo particolare post pandemia, alla catena di infortuni, agli addii in corsa di Cacciatore e Olsen, alla rottura con Cigarini. La nota positiva sicuramente l’esordio in A di alcuni ragazzi della Primavera. Domani con la Juventus già campione d’Italia, orfana dell’infortunato Dybala, il congedo dalla “Sardegna Arena”. Chissà che non succeda l’imprevedibile. (r.m.)
Era convinto di aver allestito una squadra con le potenzialità per fare meglio dell’anno precedente. Invece il rischio è quello di fare peggio. I rossoblù sono quattordicesimi, una posizione più in alto di come hanno terminato lo scorso torneo. Gli ultimi due avversari prima delle mini vacanze si chiamano Juventus e Milan. Due partite per provare a cambiare un trend negativo proseguito anche con Zenga. Due vittorie, quattro pareggi e cinque sconfitte lo score dell’ “Uomo Ragno”. È come scoprire l’acqua calda dire che ci si aspettava molto di più. Il tecnico ha delle attenuanti, che vanno dal periodo particolare post pandemia, alla catena di infortuni, agli addii in corsa di Cacciatore e Olsen, alla rottura con Cigarini. La nota positiva sicuramente l’esordio in A di alcuni ragazzi della Primavera. Domani con la Juventus già campione d’Italia, orfana dell’infortunato Dybala, il congedo dalla “Sardegna Arena”. Chissà che non succeda l’imprevedibile. (r.m.)
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