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L’isola sul monte di lancio «Una chance da sfruttare»

di Fabio Fresu
L’isola sul monte di lancio «Una chance da sfruttare»

Baseball e softball le uniche discipline in campo oltre al calcio professionistico Il dirigente Fibs Totoni Sanna: «È il momento giusto per fare proselitismo»

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SASSARI. Il baseball e il softball in Sardegna? Si può fare di più. Ma il movimento isolano deve lavorare unito. Sono parole e musica di Giovanni Antonio Sanna, per tutti nell’ambiente “Totoni”, presidente della Softball Nuoro (A2) e consigliere nazionale di lungo corso (è al suo quinto mandato consecutivo) della Fibs, dove parla a nome dell’isola ininterrottamente dal 2001, assieme al cagliaritano Lucio Silvetti. Caso più unico che raro, la Sardegna è anche l’unica regione in Italia ad avere due rappresentanti nel consiglio federale centrale.

«In questo esatto momento – spiega Sanna – siamo l’unico sport di squadra in tutta Italia ad essere in campo con la sua attività agonistica ufficiale, insieme al calcio professionistico. Dovremmo approfittare di questa opportunità per portare avanti una forte opera di promozione sulla nostra disciplina su tutto il territorio, e farci conoscere in modo particolare fra i giovani».

Il “batti e corri” è una realtà ormai consolidata a livello sardo, con una ventina di società, due delle quali si occupano anche dei non vedenti, in rappresentanza di oltre 700 tesserati, distribuiti sulle province di Cagliari, Sassari e Nuoro. Con alcune eccellenze come la Supramonte Orgosolo, che dopo 15 anni nella A1 di softball è retrocessa l’anno scorso in A2, dove dà vita al sentito derby con Nuoro, mentre in campo maschile a guidare la pattuglia dei Quattro mori è il Cagliari Bc, nella A2, seguito in serie B dalla Catalana Alghero, un’altra presenza di lunga data, e con i campionati di C di baseball e di B di softball, più tutti i tornei under. Ma o non mancano le criticità.

«Il Cagliari Bc di baseball – aggiunge Totoni Sanna – ha accettato di disputare la A2 giocando tutte le partite nella Penisola, perché in caso contrario le altre società minacciavano di rinunciare alle trasferte sarde. Io però penso che Cagliari ha pieno titolo per fare parte di questa categoria, e già da sempre svolge le sue partite interne a Iglesias, non avendo un campo nel capoluogo. Quindi prima di tutto dovremmo trovare una soluzione a questo limite, e se poi le altre società non vogliono venire a giocare qui, il problema dovrebbe essere solo loro».

Quella dei campi di gioco è una difficoltà endemica per la Sardegna. Al momento ce ne sono otto, solo cinque dei quali in grado di ospitare gare nazionali. Ma i mezzi per porre rimedio a questa situazione secondo Sanna ci sono, bisogna solo essere pronti ad approfittarne. «Il bando “sport e periferie 2020”, mette sul piatto 140 milioni. Certo serve progettualità, e magari fare anche un po’ di lobby fra società sportive. In più anche la Fibs ha tagliato varie tasse e stornato un milione e mezzo di euro dall’attività internazionale per destinare dei contributi straordinari alle società. Quindi sarà importante come verranno investite queste risorse, bisognerà puntare molto sul futuro del nostro sport». Il progetto Accademia nazionale di Tirrenia è stato accantonato in favore delle Accademie regionali… «E ad ora in Sardegna non è previsto niente, ma va fatta, perché abbiamo dei numeri superiori a molte altre regioni italiane. E in ogni caso è necessario investire sempre di più sui giovani».

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