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Signora scusa, è un signor Cagliari

di Roberto Muretto
Signora scusa, è un signor Cagliari

La Juventus fresca campione d’Italia si inchina ai gol del giovane Gagliano e di Simeone

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INVIATO A CAGLIARI. È successo quello che nessuno si aspettava. Il Cagliari indossa i panni di Davide e abbatte il gigante Golia. I gol dell'esordiente (dall'inizio) Gagliano e la dodicesima perla di Simeone mettono in ginocchio un avversario (non succedeva da 11 anni) che ha già la testa alla partita di Champions col Lione. La Juventus fa cilecca la gara dopo aver festeggiato lo scudetto, mentre i rossoblù fanno festa per aver colto una vittoria di prestigio e interrotto la serie negativa che aveva messo di cattivissimo umore il presidente Giulini. In tre giorni c'è stata la metamorfosi che nessuno si aspettava, la squadra ha tirato fuori gli artigli, ha combattuto contro un avversario che non si è sbattuto più di tanto e si congeda dalla "Sardegna Arena" mettendo in cassaforte tre punti che riportano i rossoblù al 13° posto in attesa della sfida col Milan, ormai sicuro di dover fare i preliminari di Europa League, che forse avrà qualche motivazione in meno. L'occasione per migliorare i 47 punti conquistati dalla squadra di Rastelli dopo il ritorno in A è ghiotta. Zenga gonfia il petto, aveva promesso una reazione e c'è stata. Ma questo difficilmente gli salverà la panchina. Anche se l'ultima parola spetta al patron. La sentenza definitiva arriverà tra qualche giorno.

Prove tecniche. Zenga cambia quattro giocatori nella formazione iniziale rispetto alla gara con l'Udinese. La novità più importante è il ritorno di Rog che si è rimesso dall'infortunio. In difesa torna Walukiewicz, Mattiello viene preferito a Lykogiannis. Spazio al giovane Gagliano, all'esordio da titolare. Il modulo è 4-3-1-2, con Joao Pedro tra le linee. Sarri fa un po' di turnover ma non rinuncia a Ronaldo che gioca perchè spera ancora di vincere un altro trofeo: la Scarpa d'Oro. Il baby Muratore prende il posto di Matuidi, Rugani affianca Bonucci al centro della difesa. Higuain è il sostituto dell’infortunato Dybala.

Super esordio. Fare gol alla Juventus è sempre tanta roba. Se poi a fare centro è un ragazzo che fino a ieri in serie A aveva giocato pochi minuti e mai dall'inizio, è facile immaginare la gioia. L'algherese Luca Gagliano si è tolto la soddisfazione di segnare a Gigi Buffon, un'icona del calcio italiano. Non lo dimenticherà. I rossoblù giocano alla pari con i campioni d'Italia nella prima parte della gara. La Juventus non accelera, ma se i bianconeri non hanno il controllo assoluto della gara il merito è della squadra di Zenga che sta in campo ordinata, tiene le distanze tra i reparti e agisce di rimessa. Bernardeschi gioca largo a destra in un 4-4-2 che rappresenta un esperimento.

Simeone fa 12. Il finale del primo tempo è tutto della Juventus che chiude il Cagliari nella propria metà campo. Tante le conclusioni verso la porta, quasi sempre ribattute o imprecise. Ronaldo e Higuain si scambiano spesso la posizione per non dare punti di riferimento. La sensazione che si ha è che il gol sia nell'aria. Ma è il Cagliari a fare ancora centro con Simeone su assist di Gagliano. Che errori Bonucci (chiusura morbida) e Buffon (si butta in ritardo). Chi sta in tribuna non crede ai propri occhi. E' sicuramente un Cagliari diverso da quello visto qualche giorno fa con l'Udinese.

Cambi. Zenga cambia Gagliano con Lykogiannis per scelta tecnica e Rog (infortunato) con Paloschi. La difesa diventa a cinque nella fase di non possesso. Il Cagliari non si limita a difendersi, quando c'è la possibilità riparte dando la sensazione di poter fare ancora male. La Juventus non ci sta, perdere dopo aver festeggiato lo scudetto non gli era mai successo nelle otto occasioni precedenti. I campioni d'Italia hanno la pancia piena e non la determinazione delle partite che contano. Sarri mette dentro anche Matuidi ma la Juve, a parte qualche tiro da fuori non è pericolosa. Il Cagliari torna alla vittoria dopo otto partite, manda segnali importanti sul piano del gioco e del carattere. In campo si è vista una squadra con voglia di lottare. Basterà perchè la dirigenza non faccia rivoluzioni?



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