A Parma torna il pubblico, in mille sugli spalti
PARMA. Il caldo si fa sentire, qualcuno in curva Nord, sotto il sole, abbassa la mascherina per cercare una boccata d'aria in più, ma alla fine l'esperimento Tardini è pienamente riuscito. D'altra...
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PARMA. Il caldo si fa sentire, qualcuno in curva Nord, sotto il sole, abbassa la mascherina per cercare una boccata d'aria in più, ma alla fine l'esperimento Tardini è pienamente riuscito. D'altra parte riportare mille spettatori in uno stadio, la prima volta dopo il lockdown, non era facile in una domenica di settembre con trenta gradi e il sole a picco sugli spalti, ma tutto è filato liscio.
Parma-Empoli, secondo test amichevole per la formazione emiliana guidata quest'anno da Fabio Liverani, ha visto il ritorno degli spettatori in un impianto di serie A, con regole ferree anticontagio che tutti hanno pienamente rispettato. Il protocollo prevedeva mascherina sempre indossata, biglietti venduti on line con posti assegnati e distanziati, controllo della temperatura all'ingresso e niente tornelli per permettere un filtraggio migliore del pubblico.
Gli spettatori hanno capito l'importanza della giornata e così hanno scaglionato l'arrivo allo stadio: alcuni si sono presentati ai cancelli con un'ora e mezzo di anticipo e poi, seduti al proprio posto, hanno pazientemente atteso il fischio d'inizio. All'appuntamento del Tardini è mancata però una parte importante del tifo organizzato. Il gruppo ultras Boys Parma 1977 ha deciso infatti di disertare l'amichevole perché «l'emergenza costringe a vivere la Curva come una platea di un teatro e non è il nostro modo. Resteremo fuori dal Tardini, in attesa che tornino le condizioni sanitarie, per tornare a fare il tifo».
Parma-Empoli, secondo test amichevole per la formazione emiliana guidata quest'anno da Fabio Liverani, ha visto il ritorno degli spettatori in un impianto di serie A, con regole ferree anticontagio che tutti hanno pienamente rispettato. Il protocollo prevedeva mascherina sempre indossata, biglietti venduti on line con posti assegnati e distanziati, controllo della temperatura all'ingresso e niente tornelli per permettere un filtraggio migliore del pubblico.
Gli spettatori hanno capito l'importanza della giornata e così hanno scaglionato l'arrivo allo stadio: alcuni si sono presentati ai cancelli con un'ora e mezzo di anticipo e poi, seduti al proprio posto, hanno pazientemente atteso il fischio d'inizio. All'appuntamento del Tardini è mancata però una parte importante del tifo organizzato. Il gruppo ultras Boys Parma 1977 ha deciso infatti di disertare l'amichevole perché «l'emergenza costringe a vivere la Curva come una platea di un teatro e non è il nostro modo. Resteremo fuori dal Tardini, in attesa che tornino le condizioni sanitarie, per tornare a fare il tifo».
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