Più coraggio per far crescere i giovani talenti
In Italia c’è una regola non scritta che più o meno recita così: un talento è meglio cederlo in prestito a una squadra di categoria inferiore perchè maturi. Ma siamo sicuri che questa è la strada...
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In Italia c’è una regola non scritta che più o meno recita così: un talento è meglio cederlo in prestito a una squadra di categoria inferiore perchè maturi. Ma siamo sicuri che questa è la strada giusta? Ci sono casi di calciatori arrivati in serie A quando ormai erano vicini ai trent’anni (Caputo del Sassuolo è un esempio, senza dimenticare Locatelli di cui il Milan si è liberato troppo in fretta), il campo ha dimostrato che avrebbero meritato di calcare questo palcoscenico molto prima. Il Cagliari ha mandato il ventenne Gagliano all’Olbia per farlo crescere. Una scelta in linea con la regola non scritta citata prima. Le società dovrebbero essere più coraggiose, magari evitare di far arrivare in Italia stranieri che costano una cifra e poi si rivelano dei flop. Si potrebbero citare decine di casi. Puntare sul vivaio è la corsia preferenziale per migliorare il livello del calcio italiano e forse per sanare bilanci che non solo il Covid-19 ha contribuito ad essere in rosso. (r.m.)
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